STRAVINSKIJ PER LA SCALA


Le Sacre du printemps Nino Sutera Teatro alla Scala di Milano. Nella coreografia di Glen Tetley, Nino Sutera ne Le Sacre du printemps.

Orchestra in palcoscenico con i danzatori, ovazioni dal pubblico per gli interpreti e per il direttore Zubin Mehta, la bacchetta che il balletto meriterebbe più spesso. Così si è conclusa la prima serata dedicata a Stravinskij al Teatro alla Scala (con repliche sino al primo marzo). In programma il balletto Petruška, creato da Michail Fokine nel 1911, qui ripreso dalla nipote Isabelle Fokine e Le Sacre du printemps nella coreografia dell’americano Glen Tetley creata nel 1974 e ripreso da Browen Curry. Quest’ultimo balletto entrò in repertorio alla Scala nel 1981 con Luciana Savignano. E in platea proprio lei, che a breve riprenderà al nuovo Teatro Gerolamo di Milano due suoi successi. A distanza di parecchi anni queste due riprese rivelano ancora una volta quanto valore debbano avere gli interpreti. Quanta luce devono autonomamente riflettere sullo spettacolo. Le marionette di Petruška, ad esempio. In brevissime caratterizzazione hanno un bagaglio gestuale importante da comunicare. In scena alla prima, Maurizio Licitra nel ruolo del titolo, che ha sostituito Claudio Coviello infortunato, ha impresso una drammaticità matura, in contrapposizione al Moro essenziale e moderno di Mik Zeni. Nicoletta Manni, irriconoscibile nel trucco da bambola di porcellana, è riconoscibilissima per i suoi piedi che hanno regalato al pubblico passi velocissimi e perfetti in posizioni altrettanto perfette, da bambola meccanica. Lo strazio però, quello di Petruška e della sua storia, che coinvolge tutta la rappresentazione, si è perso lungo gli anni. Un brano così importante, forse, dovrebbe essere rimontato più spesso e con un maggior approfondimento. Il Sacre di Tetley, con la sua grande richiesta di fisicità, ha messo a dura prova il corpo di ballo, soprattutto quello maschile. Più sicuro e meglio amalgamato è sembrato quello femminile guidato da una Virna Toppi elegante e coinvolgente, ben sostenuta da Gabriele Corrado. Ma è Nino Sutera, che si è cesellato sul suo fisico un convincente eletto, modello di vigore alla Tetley per i più giovani danzatori della Scala.

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