GISELLE FOREVER


Teatro alla Scala di MIlano. Giselle. Foto L.Romano Teatro San Carlo di Napoli. Giselle. Foto L.Romano.

Torna al Teatro San Carlo di Napoli il balletto Giselle nella tradizionale coreografia di Coralli/Perrot, ripresa da Anna Razzi, che già nel 2009 con Bolle e Alicia Amatriain ne diede la sua prima versione. Ai due spettacoli della prima si sono avvicendate due interpreti, la celebre Marianela Nuňez, stella del Royal Ballet con Vladislav Lantratov nel ruolo di Albrecht la sera e Claudia D’Antonio nel primo pomeriggio con Denys Cherevychko. Il balletto dopo quasi 180 anni, dalla sera del 1841, sa ancora parlare al pubblico per il suo eterno messaggio di amore, follia, morte e redenzione. Da allora ha vissuto molteplici riprese, ossequiose o meno, anche border line, e una di lettura contemporanea, quella di Mats Ek, che sa stare al passo con la storica di Coralli/Perrot. Oggi è in scena nella ripresa creata con un lungo e prezioso lavoro di ricerca dall’étoile Anna Razzi (ricordiamo le sue Giselle accanto a Rudolf Nureyev e a Peter Schaufuss) e già direttrice per 25 anni della Scuola di ballo del Teatro San Carlo. Anna Razzi è un punto di riferimento per le riprese coreografiche di repertorio, per essere una instancabile ricercatrice, per averle danzate sempre con star internazionali e imparate da maestri gloriosi, e quindi si deve dare atto a Giuseppe Picone, direttore del Ballo del Teatro, per questa scelta. C’è, infatti, una memoria che va salvaguardata ed è già stata evidente nella proposta delle due prime Giselle in scena (il 27 è la volta di Anna Chiara Amirante). E’ la ricerca della preziosità del gesto, del particolare coreografico, del linguaggio gestuale, mai desueto se portato con l’afflato del garbo e della misura, che si notano nella D’Antona, gia allieva alla Scuola della Razzi come nel passo a due dei contadini di Candida Sorrentino e Danilo Rotaro alla prima e Sara San Camillo e Carlo de Martino nel pomeriggio del 24. La Nuňez è simpatia, gioiosità, velocità e tanta professionalità, da star internazionale beniamina del pubblico. Ma Giselle, per essere sempre un evergreen, deve poter perpetuare il suo stile e offrire così alle nuove generazioni ulteriori spunti creativi.

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