ROYAL BALLET


Royal Ballet. Trittico per celebrare i 100 anni dalla nascita di Berstein. In diretta nei cinema di tutto il mondo grazie a Nexodigital. Royal Ballet. Trittico per celebrare i 100 anni dalla nascita di Berstein. In diretta nei cinema di tutto il mondo grazie a Nexodigital.

McGregor, Scarlett e Wheeldom si sono messi all’opera per celebrare i 100 anni dalla nascita del compositore e direttore d’orchestra Leonard Bernstein. Facile sarebbe stato ricordarlo con il suo celebre “West side story”, il musical andato in scena al Broadway nel 1957 con coreografie del suo amico Jerôme Robbins, dal quale venne tratto nel 1961 il celebre film di Robert Wise. Ma alla Royal Opera House hanno pensato di ricordarlo con tre sue creazioni musicali e affidarle ai suoi tre coreografi residenti. Ecco allora la serata (andata in diretta nei cinema di tutto il mondo per la Nexodigital) aprirsi con la novità di Wayne McGregor, Yugen. E’ questo un affresco di danza dinamica che segue coerentemente la partitura senza enfasi, ma anche senza emozione. Come il finale del programma lasciato a Christopher Wheeldom con il brano dal titolo Corybantic Games, che ha visto impegnata gran parte della compagnia con solisti e primi ballerini. La coreografia scivola sulle note con un piglio più accattivante del pezzo di McGregor, ma senza le dinamiche esplosive care alla danza americana che Bernstein ha sempre suggerito. E’ il secondo brano, The Age of Anxiety, firmato da Liam Scarlett, che mantenendo lo stesso titolo della partitura, sa interpretare al meglio l’afflato del musicista americano con le sue sonorità jazz e rispettando anche la sua ispirazione. L’età dell’ansia, infatti, è tratto dall’omonimo testo di Auden, che con esso vinse il Premio Pulitzer. Siamo nel 1939 in un bar s’incontrano una ragazza e tre uomini, ognuno porta con sé la propria solitudine. Si meglio conoscono, proseguono poi in casa della ragazza, si forma una coppia, altri due si allontanano dopo un approccio furtivo. Ottime le scene e i costumi di John Macfarlane e superba l’interpretazione di Sarah Lamp in Rosetta, ma riuscite anche quelle di Alexander Campbell, Benent Gartside e Tristan Dyer. Un affresco americano di grande impatto e, siccome in Italia difficilmente sarebbe programmato, ben venga la distribuzione cinematografica.

Stampa |

Invia a un amico





Invia a un amico

Lascia un commento

xxx