MUSICAL


Teatro Nazionale di Milano, Mary Poppins il Musical fino al 31 dicembre. Teatro Nazionale di Milano, Mary Poppins il Musical fino al 31 dicembre.

Dopo il successo di primavera ( 3 mesi di repliche 100.000 biglietti al botteghino) Mary Poppins ha riaperto il suo ombrello paracadute e si è riappropriata del palcoscenico del Teatro Nazionale di Milano. Si fermerà sino al 31 dicembre allietando grandi e piccini. E’ questa la versione teatrale proveniente da Broadway ma in versione, autorizzata Disney, in italiano. La trama appartiene però, più alla stesura di P.L Travers, autrice di quel volume pubblicato nel 1934 al quale diede la caccia per anni lo stesso Walt Disney, e che recentemente si è tradotta in un film.  Il successo, proprio del primo Mary Poppins in celluloide, al quale contribui notevolmente la presenza di Julie Andrews e di una super compagnia di danza e autori di effetti speciali, sta dando lunga vita al titolo teatrale. Ma in scena al Nazionale lo spettacolo non è la sua fotocopia. Gli avvenimenti, stampati nella mente di tutti, trovano una successione diversa e non sempre congrua con la narrazione. Il focus si concentra molto sui problemi famigliari ai quale le figure di riferimento offrono stereotipi  desueti. La storia si sa è ambientata a cavallo tra Ottocento e Novecento, ma nel film tutti i personaggi sono ritratti con forti ma veloci pennellate e l’attenzione è portata sulla magica protagonista che con una “fermezza” molto simpatica e leggera rimette la famiglia sulla carreggiata dell’amore e del rispetto. Qui Giulia Fabbri, dalla bella voce, offre una Mary Poppins più rigida e dotata di un forte senso del comando. La danza c’è, poca, ma sempre di un buon assieme, e non offre ai pur bravi danzatori spazio per importanti prestazioni, vedi lo spazzacamino Davide Sammartano con un brevissimo tip tap. Il tempo della danza e dei voli è lasciato a intrusioni di altri personaggi (tata Matilda?)  che allungano lo spettacolo, togliendo la velocità necessaria per una conclusione scoppiettante. Sappiamo che il format teatrale è tenuto nelle salde mani della Walt Disney, ma ciò non giustifica anticipare al primo atto la meravigliosa scena della vecchina dei piccioni. Lasciata nel finale come nel film troverebbe la sua giustificazione. Ma apprezziamo grandemente lo sforzo del regista, della coreografa, e di tutta la compagnia -la più convincente Alice Mistroni, Mrs Banks- e dei bravi ragazzini a comporre lo spettacolo.

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