RITORNI LACUSTRI


Teatro alla Scala. Lago dei Cigni. Petipa Ratmansky. Foto Brescia Amisano. Teatro alla Scala di Milano. Il Lago dei Cigni. Petipa-Ratmansky. Foto Brescia-Amisano.

Dopo un anno dalla prima al Teatro alla Scala di Milano, sono tornati in scena, e vi rimarranno sino al 21 luglio, i cigni bianchi e neri della versione Petipa del Lago dei cigni, quella andata in scena proprio alla corte dello Zar e ripresa in versione filogica dal coreografo russo Alexei Ratmansky. Già direttore artistico del Bolshoi e oggi in residenza all’America Ballet Theatre, continua con Il Lago la sua rivisitazione delle opere di Marius Petipa create alla fine dell’Ottocento. A Milano approdò Bella Addormentata, poi i celebri cigni protagonisti di questa nuova ricostruzione fatta sulle notazioni di Vladimir Stepanov, conservate alla Biblioteca di Harvard. La partitura di Čajkovskij diretta in modo esemplare, come lo scorso anno, da Michail Jurowski, regala al pubblico intenso colore e una forza drammatica che sostiene tutto l’impianto coreografico. Il Lago è una partitura d’eccellenza che meglio si adatta al recupero certosino di Ratmansky, più riuscito della precedente Bella Addormentata. La storia del Lago è la stessa tramandata a noi più di cento anni fa, ma cambia l’atmosfera. Qui è più fiabesca, ricca di parti mimiche, ma meno cupa delle ultime trasformazioni. Poi l’ormai collaudata coppia Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko hanno buon gioco. Coppia in scena e nella vita, sanno fremere nei punti più interessanti dando a questa versione le ali che le abbisognano per competere con quelle più recenti e più vicine al nostro gusto. Sempre bella e fresca la partecipazione delle ragazze della scuola di ballo scaligera, cignetti che stupiscono per sicurezza ed eleganza. C’è in tutto il balletto una ricerca del gesto, particolari raffinati di punta, collo, mani e braccia che, se rende difficoltoso per le danzatrici di oggi appropriarsene, ma la Manni ci riesce con la sua consueta determinazione, regala momenti di estrema eleganza come il tutù, un quasi “Degas” ricco di piume e leggerezza. E’ firmato da Kaplan che però non eccelle negli abiti soprattutto maschili, miseri se si pensa a una corte, come le scene minimal che sicuramente non appartengono a scenari aristocratici. Ma si sa non tutto è arrivato ai nostri giorni e il lavoro di ricostruzione non è certamente agile. Le prossime coppie saranno Coviello-Valerio e Arduino-Del Freo. Poi la partenza degli scaligeri per la California dove presenteranno Giselle e con Nicoletta Manni e altre ospiti, li raggiungerà Roberto Bolle, in questi giorni impegnato con la sua compagnia anche all’Arena di Verona.

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