NUOVA DANZA


Serghiei Polunin. Sacré. Al Teatro degli Arcimboldi di Milano. Serghiei Polunin. Sacré. Al Teatro degli Arcimboldi di Milano.

Ritorno-lampo di Sergei Polunin in Italia, a Milano naturalmente come città icona di Stile e Moda, secondo la tendenza della nuova danza che ama (per sopravvivere?) mischiare le carte. Unica data per lo spettacolo in un Teatro Arcimboldi in sold out e tempo per attività legate al personaggio che Polunin si è costruito. La strategia di marketing del brand Polunin (presentazione del calendario Pirelli con Letitia Casta, interviste varie per la sua attività di attore cinematografico, incontri con operatori di Festival, con la moda di Dolce e Gabbana) ha però offuscato la novità Sacré, il suo atteso assolo dedicato al leggendario Nijinsky. Sarà stato lo stesso Polunin a pensare di danzare sull’intera partitura della Sagra della primavera di Stravinski, ma la coreografia di Yuka Oishi non riesce a imbastire in più di trenta minuti un tessuto credibile, tale da sostenere i tormenti del grande Vaslav. Polunin danza e danza con una fluidità sorprendente ma tecnicamente sempre uguale. Non entra nel personaggio (ha ammesso di non aver letto i celebri Diari, ma di “sentirlo”). ma nemmeno si fa carico delle sue  angosce. E’ parso anche smarrito forse per la lunghezza della partitura, e in questi momenti sì si è avvicinato a Nijinsky e in modo inconsapevole. Troppo poco per una serata che si è aperta su un brano di Ross Freddy Ray con lo stesso Polunin e un gruppo di friends talentuosi. Certo ci si aspettava molto di più da questo spettacolo che ha offerto anche biglietti elitari extra-lusso, compreso incontro artista nel back-stage.

Stampa |

Invia a un amico





Invia a un amico

Lascia un commento

xxx