TEATRO ALLA SCALA


Teatro alla Scala di Milano. Manon. Svetlana Zakharova e Roberto Bolle. Foto Brescia-Amisano. Teatro alla Scala di Milano. Manon. Svetlana Zakharova e Roberto Bolle. Foto Brescia-Amisano.

Dopo tre anni di assenza dal palcoscenico del Piermarini la “coppia più bella del mondo” Svetlana Zakharova e Roberto Bolle ha rimesso i costumi de L’Histoire de Manon. Il balletto, che Kenneth MacMillan creò nel 1974 per Antoinette Sibley e Anthony Dowell, dà ai protagonisti la possibilità di eccellere in tecnica e interpretazione. E alla prima Bolle e Zakharova hanno offerto le mille sfumature, appassionate soprattutto, che la loro maturità permette. Ma per una volta, davvero speciale, il pubblico ha potuto anche godere della grande musicalità delle pagine di Jules Massenet. Merito del direttore d’orchestra, Felix Korobov, che ha costruito con l’orchestra della Scala un tessuto musicale di grande forza e colore, evitando ogni sfumatura dolciastra. Ciò ha reso un grande servizio allo spettacolo, perché il balletto di MacMillan, a parte i bellissimi pas de deux e quello splendido e spietatissimo pas de trois ( Manon – Lescaut – Monsieur G.M.) negli anni si è trasformato in un sempre più sontuoso affresco d’epoca. Ancora una recita il 24 ottobre per la prima coppia, mentre si avvicendano Nicoletta Manni con Timofej Adrjanshenko, Emanuela Montanari con Claudio Coviello e Virna Toppi e Marco Agostino che chiudono il 2 novembre. Poi la compagnia sarà in tournèe in Australia (è appena rientrata da un lungo e ben accolto giro in Cina) per rientrare a dicembre e ricreare per la prima volta alla Scala Lo Schiaccianoci nella coreografia di George Balanchine, primo titolo di una nuova stagione, che sarà in equilibrio tra classico e contemporaneo.

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