TEATRO ALLA SCALA 2


Teatro alla Scala di Milano. Giselle. Teatro alla Scala di Milano. Giselle.

Si era detto precedentemente, parlando dell’andata in scena in questo autunno del balletto Giselle al Teatro alla Scala che, dopo le prime recite, sarebbe stata, forse, un’altra storia. E lo è stata. Come di consueto la distribuzione dei ruoli, dopo le étoiles Svetlana Zakharova e David Halberg, sono stati attribuiti ai nostri primi ballerini, ai nostri solisti. E allora Giselle è come fosse rinata, è tornata nostra, drammatica ed emozionante. Quella a cui siamo affezionati, quella che ottiene all’estero successi incondizionati. Cosa offrono di diverso i nostri interpreti dei più acclamati artisti stranieri? L’aderenza alla  coreografia originale, il rispetto dei tempi musicali, una buona interpretazione, comunque coerente con il contesto e antiche e moderne emozioni, bilanciate con personale intelligenza e partecipazione da tutti gli interpreti. Null’altro. Ma ciò oggi è molto e difficile da trovare nelle produzioni anche di grandi teatri stranieri. Non c’è più la ricerca e la conservazione del particolare coreografico, quello che fa la differenza tra una grande interpretazione e una di routine. E allora, ecco alla ribalta la freschezza dell’amore, con tutta la sua ingenuità e candore danzato da Nicoletta Manni e da quel principe guascone che è Timofej Andriashenko, dalla tecnica ormai sempre più cristallina. Nessuno dei due si è sottratto alle impervie vie tecniche e la Manni ha offerto con intelligenza anche il difficile doppio registro interpretativo, terreno e soprannaturale.  Alla seguente coppia, Vittoria Valerio e Claudio Coviello la scelta di due atti drammaticamente complementari. Già dalle prime battute la Valerio è consapevole di essere la vittima di un sogno d’amore e in questa visione conduce il gioco. E’ la protagonista indiscussa della scena sia terrena che soprannaturale, e alla quale il dolce Coviello, dalla tecnica sempre limpida, l’asseconda sino alle ultime note. Note che finalmente il Direttore Coleman ricrea con sicurezza e colore, non dovendo più rincorrere le accelerazioni imposte nelle prime serate.  

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