DAVID PARSONS


Parsons Dance: Finding . foto di Angelo Redaelli. Parsons Dance. In tour nei teatri italiani sino al 2 aprile. Finding Center. Foto di Angelo Redaelli.

Sorprende il nuovo spettacolo di David Parsons, in scena sino al 2 aprile nei teatri italiani, ultima tappa il Teatro Brancaccio di Roma. E non è cosa da poco per il danzatore e coreografo che è stato negli ultimi trent’anni una presenza fissa da noi. Ci definì una volta “la sua America” per l’entusiasmo con il quale l’abbiamo sempre accolto, ma ultimamente i suoi spettacoli non sempre ci hanno stregato. Questa volta sì. Perché Parsons Dance è uno spettacolo che si segue ammaliati dalle prime battute alle ultime. Composto da sei parti mantiene il suo ben conosciuto ritmo, le sue sorprese, lo zigzagare per il palcoscenico con quella atleticità morbida dei suoi otto eccezionali e indistruttibili interpreti, dove primeggia l’italiana Elena D’Amario, scoperta proprio in Italia. Con i suoi lunghi capelli corvini porta un pizzico di mediterraneità che è un valore aggiunto per la compagnia americana così perfetta e omologata. Splendido l’inizio con Finding Center dove le atmosfere luminose create da Howell Binkley si coniugano perfettamente all’atmosfera artistica che ispira a Parsons il brano, soprattutto intenso il passo a due che porta la sala degli Arcimboldi ad esplodere in un boato di applausi. Poi parte la scaletta dei brani che si segue d’un fiato sino all’ormai leggendario Caught, non più danzato dallo stesso Parsons che se l’era costruito sulle sue capacità di campione di trampolino elastico. L’interprete scelto questa volta è giovane e scattante, atletico e molto bravo, meno possente del suo creatore, convince ugualmente il pubblico che segue i suoi “voli” in un delirio di applausi soprattutto quando Caught si trasforma in gioia di danzare per tutta la compagnia.

Aurora Marsotto

Promo video: https://youtu.be/pv48s8pBdiI

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