ARENA DI VERONA


Arena di Verona. Sergei Polunin per la prima mondiale di "Romeo & Giulietta". Arena di Verona. Sergei Polunin per la prima mondiale di “Romeo & Giulietta”.

L’attesa non è andata delusa. Il balletto Romeo&Giulietta, nella nuova versione ideata e interpretata dal celebre danzatore ucraino Sergei Polunin, proposto come chiusura al Festival della Bellezza, ha ricevuto calorosi consensi dai diecimila spettatori che affollavano l’Arena. Tutti già predisposti a emozionarsi al fascinoso Sergei che non si é risparmiato, proponendo la sua bella tecnica e adattandola al luogo e alla storia. Il coreografo (e danzatore) Johan Kobborg ha concentrato il balletto in poco più di un’ora sacrificando scene importanti, ma creando buoni assieme per la bella compagnia, per il Mercuzio di Valentino Zucchetti in forza al Royal Ballet e soprattutto per Alina Cojocaru, celebre danzatrice e sua sposa. Le scene di David Umemoto, visual artist canadese, hanno il pregio di offrire più piani spaziali alla coreografia senza perdersi nella grande misura dell’anfiteatro romano, anzi riuscendo a convogliare lo sguardo anche dei più lontani spettatori sui momenti importanti del dramma shakespeariano. Polunin, l’artista che si è costruito in una decina d’anni il ruolo d’esponente virile della danza libera e ribelle, nei numerosi incontri ha presentato questo suo Romeo&Giulietta come una versione nuova e più vicina alla sua generazione. Ed essendo Sergei anche un ottimo manager di se stesso, ecco questa versione più breve dell’originale e su nastro. La confezione è export, ma Polunin l’ha trasformata subito in evento imperdibile dell’estate 2019, per la prima mondiale all’Arena di Verona e per un parterre di importanti ospiti. Il pubblico, come si è detto, l’ha apprezzata e molto, ma forse non completamente, mancando i maxi schermi che Roberto Bolle, ad esempio, ama avere nei suoi spettacoli per grandi spazi. Ma non importa, con Polunin non occorre spigolare troppo sui brani che ultimamente si crea e propone, troveremmo parecchia ingenuità, un vocabolario coreutico poco ampio, una lettura storica poco approfondita. Ma si accorre per vederlo, per emozionarsi con lui alle sue pirouettes, ai suoi gesti enfatici che tradiscono, a dispetto delle sue intenzioni, qualcosa di antico ed eterno.

Ruggero Ruccelai

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