ALLO STREHLER


Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala di Milano. Di Maurice Bejart: Gaîté Paisienne Suite. Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala di Milano. Sopra, di Maurice Bejart: Gaîté Paisienne Suite. Sotto, Presentazione della Scuola. Foto Brescia-Amisano.

Ammettiamolo danzare Gaîté Paisienne Suite nella parte di protagonista porta fortuna. Angelo Greco ne fu interprete nel 2013 al Teatro Strehler, quando per la prima volta il direttore Fredérich Olivieri (ora del Ballo alla Scala) lo consegnò ai suoi allievi anche per celebrare i 200 anni della scuola scaligera. Allora parlammo di lui, al 7° anno come di un artista  già completo per tecnica e per presenza scenica, oggi Greco è in forze al San Francisco Ballet in qualità di Principal dancer.  Auguriamo la stessa veloce carriera a Alessandro Paoloni del 7°  corso che l’altra sera, ha rivestito i panni di Bim (nomignolo del piccolo Béjart) nella sempre gradita riproposta della Suite di Offenbach che ha chiuso lo spettacolo dell’Accademia del Ballo. E’ un ragazzo simpatico, già dotato di buona tecnica e bel fisico, caratteristiche importanti per questo brano frizzante e divertente. E a suo agio è la ragazza con il cerchio, Camilla Carulli dell’8°, che sa danzare e divertire, mentre Letizia Marini del 6° incanta per bellezza e per il fisico, tanto strepitoso quanto acerbo, che richiede di essere seriamente costruito. Ma La Suite è anche un’ottima palestra per il gruppo maschile che negli anni si è molto rafforzato. L’abbiamo notato alla presentazione della scuola, in stile francese, sulle note di Wagner. Ma tornando al lavoro di Béjart, rimontato come sempre dal maestro Piotr Nardelli, ricordiamo che oltre al lato nostalgico –brava la maestra-russa interpretata proprio da un insegnante della Scuola, e già nota danzatrice scaligera Vera Karpenko- ci fa partecipi delle qualità, dei sacrifici, del talento che occorrono per una buona carriera artistica. Come sempre interessante anche il brano iniziale Gymnopédie del 1988, creato da Roland Petit su musica di Satie con estratti da Ma Pavlova del 1986. Nell’assolo iniziale Samuele Gamba, del 7°, ci è parso il ragazzo con una marcia in più per l’intensità dell’interpretazione e la morbidezza gestuale. E’ seguito LaStravaganza del 1997 di Angelin Prelocaj, un gioco sulle note di Vivaldi e di autori contemporanei dove un gruppo di ragazzi d’epoca e ragazzi di oggi si scambiano musica e passi, qui Linda Giubelli dell’8° corso è sembrata in sintonia perfetta con il linguaggio del coreografo franco-albanese. Ma bravi tutti, allievi e insegnanti (di questi ultimi ricordiamo tra gli altri Loreta Alexandrescu e Manuela Tagliavia) con il nuovo direttore artistico Maurizio Vanadia.

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