ORFEO ED EURIDICE


Orphée et Euridice per la prima volta in Francese al Teatro alla Scala di Milano. Fino al 17 marzo. Orphée et Euridice per la prima volta in Francese al Teatro alla Scala di Milano. Fino al 17 marzo.

Grande successo per Orphée et Euridice, per la prima volta presentata in lingua francese al Teatro alla Scala e in scena sino al 17 marzo. E’ l’edizione del 1764 con copiose parti danzate, ma il grande gradimento del pubblico è per lo spettacolo perfettamente costruito e presentato nell’edizione londinese della Royal Opera House del 2015. Felice è la scelta dei due registi, John Fulljames e Hofesh Shechter anche ben conosciuto coreografo, di essere perfettamente coerenti con il sottotitolo dell’opera “azione teatrale per musica in tre atti”, offrendo una affascinante scatola scenica dove il mito esalta la sua eternità. I tre luoghi del percorso di Orfeo alla ricerca dell’amata Euridice si presentano al pubblico con un palcoscenico e un fondale diviso in tre piani, dove i tagli, le luci sapienti di Lee Curran, e le superfici ramate innalzano e sprofondano la musica, affidata alla bacchetta di Michele Mariotti con l’orchestra del Teatro alla Scala. Appare a palcoscenico buio come una visione, dopo tutto è la ricreatrice della riforma del melodramma di Gluck. Mai in secondo piano, accompagna il dramma di Orfeo, accogliendo fra i suoi archi la presenza dorata di Amore (bella Fatma Said e interessante la sua voce). Ma è Orfeo, nella voce e nella solida presenza teatrale del tenore Juan Diego Flórez, che porta le maggiori emozioni, e dove il pubblico si scioglie in calorosi applausi a scena aperta. Lo si segue nel suo peregrinare sotto e sopra il palcoscenico (e qui il Teatro dimostra appieno la sua complessa macchina scenica e sfruttata al meglio) , s’illumina della visione di Euridice, la dolce eppure determina nell’aspetto e nella voce di Christiane Karg. Ma l’opera, come si diceva è una “azione teatrale per musica” e portando con sé anche la tradizione francese, ecco l’importante presenza delle danze affidate al regista e coreografo Hofesh Shechter . Israeliano, ma operante da tempo a Londra è alla guida della Hofesh Shechter Company, una ventina di danzatori, che esaltano la sua danza energica e piena di tensione. Le furie maschili battono l’Ade secondo i canoni di una danza primordiale, le ninfee intrecciano ai Campi Elisi morbidi cerchi di tradizione ebraica, mentre insieme, per il lieto fine, interpretano la bella danza contemporanea che non si scorda echi della gavotta, del minuetto e della ciaccona finale. E in questo gran mix di teatro totale, il pubblico decreta il successo, da interpretare anche come una strada interessante per convogliare un pubblico più variegato, e forse sempre più numeroso.

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