NEW ATERBALLETTO


Aterballetto. Fonderie Limone di Moncalieri. Aterballetto sotto la nuova direzione di Pompea Santoro presenta Wolf e Non sapevano dove lasciarmi.

Quarto giro di boa per la compagnia Aterballetto. Nuove direzioni: Pompea Santoro per quella artistica e Gigi Cristoforetti per quella generale. Stessa sede, Reggio Emilia per questa compagnia contemporanea ideata nel 1979 da Amedeo Amodio, poi passata a Mauro Bigonzetti, a Cristina Bozzolini e ora a Pompea Santoro, la danzatrice-icona italiana di Mats Ek. Alle Fonderie Limone di Moncalieri si è aperto nei giorni scorsi il sipario sulla nuova gestione che ha proposto due brani che ci sono parsi l’inizio di una nuova stagione e interessante: Non sapevano dove lasciarmi di Cristiana Morganti e Wolf di Hofyesh Shecther. Il primo pezzo è un divertissement di genere Bauschiano dove danza e recitazioni si intrecciano su una scontata domanda troppo spesso rivolta ai danzatori “Perché ha iniziato a studiare danza? “ e la altrettanto scontata risposta ne è il titolo. All’interno una gara di compagnia, dove ognuno cerca di esprimersi in modo Bauschiano, che è stile della coreografa, ma non il loro. Completamente dentro lo sono nel secondo brano dove interpretano in modo molto intenso Wolf, questo incantesimo notturno creato una decina d’anni fa, ma qui riproposto in nuova più ampia chiave e sostenuto dalle splendide luci taglienti e opache di Hofyesh Shecther. Uomini-lupo si esprimono in fattezze primordiali, esplodono in danze rituali di grande impatto che sprigionano un’energia vitale che investe il pubblico. Non è possibile rimanere impassibili a Wolf e alla sua musica, creata dallo stesso coreografo secondo moduli ripetitivi e mai noiosi. Il suo svolgimento è in crescendo sino a un superbo assolo. Peccato solo il finale: lo spegnimento della lampadina. Un banale déjà vu.

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