CIRQUE DU SOLEIL


Cirque Du Soleil, Varekai. Cirque Du Soleil: arriva in Italia lo spettacolo “Varekai”.

“Varekai” è lo spettacolo, nuovo per l’Italia, in scena in questi giorni nelle nostre arene del Nord. Il titolo è in lingua “romani”, quella dei gitani, e significa “ovunque”. Con questo avverbio furbescamente ci può stare di tutto, tutto quanto la fantasia del gruppo canadese può metterci. Il viaggio diretto da Dominique Chanpagne ci porta prima in un bosco abitato da elfi giganti dove vi cade un angelo che stupisce per l’uso estremo di un amaca, bella immagine, una delle migliori dello spettacolo. Ma vi cade poi un uccellino dorato. Ciò ci fa supporre che il fil rouge potrebbe essere una fiaba gitana, ma ci vengono dei dubbi quando irrompono in scena danzatori georgiani e la clownerie di non particolare appeal la fa da padrona per lunghi minuti. Come se lo sentisse anche il regista ecco altri numeri circensi, la destrezza nel maneggiare sottilissime bacchette o gli acrobati estremi che utilizzano (e non è la prima volta per le Cirque du Soleil) particolari altalene da spinta. Il tutto avvolto in sapienti scenografie che portano gli spettatori dal bosco al mare all’interno di un vulcano, ma sono sensazioni prodotte più dalla frequentazione di questi particolari spettacoli che dall’uso delle luci, delle proiezioni e dei costumi. Perché lo show (visto al Forum Capital di Assago, Milano) per la forma della struttura e l’impossibilità di avere il pieno buio, perde sorpresa e magia, ingredienti fondamentali per questo genere di spettacolo. E non aiuta nemmeno la musica e il canto, dal vivo, privi di un leit motiv. Rimangono sempre splendidi i costumi e il trucco, ma non è molto per chi ha creato dal nulla un nuovo modo di intendere lo spettacolo circense e ha costretto i circhi a ripensarsi. Le Cirque du Soleil è ora una multinazionale (gestita da cinesi e americani). Sappiamo che a Las Vegas, ad esempio, gli spettacoli sono altro e quindi dobbiamo constatare, ma lo facemmo anche per quello dell’Expo, che come per i musical, ormai si creano show di vari livelli, numero di attori, scene, regie, complessità tecnologica e naturalmente con vari prezzi. Sta a chi sceglie lo spettacolo capirne la portata e il gusto del pubblico. Aggiungiamo solo che il pubblico è sempre più preparato ed esperto di quello che si creda.

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