TEATRO NAZIONALE


Un Chorus Line tutto all'italiana quello al Teatro Nazionale di Milano sino al 14 aprile. Foto Luca Vantusso. Un Chorus Line tutto all’italiana quello al Teatro Nazionale di Milano sino al 14 aprile. Foto Luca Vantusso.

Il nuovo allestimento del celeberrimo musical Chorus Line è in scena al Teatro Nazionale di Milano sino al 14 aprile. E’ il terzo allestimento italiano, e questa ultima impresa è firmata da Chiara Noschese, coadiuvata per le coreografie dal bravo Fabrizio Angelini. Buono, infatti, l’assieme della “chorus” che apre con vivacità il musical. Lo spettacolo poi si stempera offrendo al pubblico una lunga audizione (senza intervallo) non molto veritiera. Il gruppo di performer che si sottopongono al provino di un regista, più stanco che motivato, è vario, e con alcuni aspetti fisici non accettabili per una parte che dovrebbe offrire 24 ragazzi uguali per altezza, fisicità e bellezza. E proprio la ricerca di questa “chorus” perfettamente identica nei movimenti che porta il regista a scandagliare gli animi dei ragazzi che si rivelano, nella lunga parte recitata, differenti, unici e reali. E qui si alzano altre riserve, alcuni ragazzi sono bravi e convincenti, altri meno, poi perché scendere alle inclinazioni dialettali? Perché la storia di Cassie non si sviluppa dall’inizio, motivandone il legame emotivo del regista per questa audizione? Le voci ci sono, ricordiamo che le peculiarità di un performer di musical sono il canto, la recitazione e la danza e proprio per questa disciplina è importante saper ballare il tip tap. Anche in Chorus Line, come in molti musical, c’è un importante brano di tip tap, che qui si mantiene, ma il suono delle claquettes, troppo leggero, pare registrato. Il finale certo avvince, ma perché questo gruppo lo si veste in modo non appropriato per colore e linee, sottolineando ancora di più la loro eterogeneità fisica? Chorus Line rimane sempre il miglior musical-palestra per mettere alla prova i tanti ragazzi italiani che ormai affollano le numerose scuole di musical. Attendiamo i prossimi diplomi che potrebbero finalmente offrire artisti più completi, necessari per questa amatissima forma di spettacolo.

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