TEMPO DI SCHIACCIANOCI


Teatro balla Scala di Milano. Lo Schiaccianoci. Foto Brescia-Amisano. Teatro alla Scala di Milano. Lo Schiaccianoci. Foto Brescia-Amisano.

Il tradizionale appuntamento natalizio per l’apertura di stagione della danza al Teatro alla Scala di Milano ha questa volta offerto la novità di avere per la prima volta in scena in Italia Lo Schiaccianoci che George Balanchine coreografò nel 1954 per il New York City Ballet. E’ un lavoro particolare che ci giunge dopo anni di repliche di versioni differenti e amatissime (vedi quella di Nureyev) dove la festa natalizia viene reinterpretata secondo canoni adulti. Qui Balanchine, la versione è stata ripresa da Sandra Jennings, si rifà al racconto originale del 1816 di E.T.A. Hoffman e ai suoi ricordi di interprete bambino nella prima versione danzata a San Pietroburgo e coreografata da Marius Petipa. Interpretò parecchi ruoli Balanchine e gli rimasero nel cuore le forti emozioni che ogni bambino prova danzando in palcoscenico per un pubblico adulto. Petipa creò lo spettacolo per i bambini dello zar e la sua corte utilizzando i piccoli allievi della sua scuola. Balanchine in scena a New York ne mise trentanove, amici di Clara nel primo atto e dolcezze morbide nel secondo tempo. Olivieri, direttore del Ballo scaligero, ne propone una sessantina per due cast che si alternano nelle diverse recite, l’ultima il 16 gennaio prossimo. Spiazza un po’ questa versione dove i “grandi” danzatori sono relegati in due quadri: i fiocchi di neve e il valzer dei fiori, poi qua e là ecco solisti e primi ballerini offrirsi alla meraviglia dei bimbi e del pubblico. Ma protagonisti in scena sono loro gli allievi della Scuola di Ballo del Teatro alla Scala, scelti dal primo al terzo anno con Clara- Marie (Giulia Consumi) e il nipote-principe (Leonardo Baghin) del quarto anno. Bravi ed espressivi come tutti gli altri piccoli interpreti che conducono le diverse e complicate danze (ottimo l’assieme) dal primo tempo in casa di Marie al secondo nella grande pasticceria (il Paese dei Dolci) creati da Margherita Palli in un addolcito Jugenstil dal sapore viennese con una spruzzata di panna francese. Scintilla la variazione della Fata Confetto di Nicoletta Manni posta nel primo tempo e il seguente perfetto pas de deux con Timofej Andrianshenko nel secondo atto e bella è anche la Goccia di Rugiada di Martina Arduino. Forse poca danza per il corpo di ballo e i suoi solisti? Ma gli Schiaccianoci di Balanchine e precedentemente di Petipa sono nati come divertissement per bambini con tutto il senso del meraviglioso infantile che entrambi i coreografi portavano nel cuore e che hanno distribuito lungo i due atti (vedi la magia del grande albero che si alza o i topi finalmente belli, cicciotti e simpatici) e complice su tutto la meravigliosa musica di Cajkovskij, qui diretta da Michail Jurowski.

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