PUNTE ITALIANE


Al Teatro ... Venezia Festival Festival Venezia in Danza. Teatro Malibran. Una serata, quella del 13 novembre, dedicata ai ballerini italiani dell’Operà di Parigi.

Sono in forze da parecchio o da poco tempo al Ballo dell’Opera di Parigi secondo un’antica tradizione che vede i nostri danzatori molto considerati all’estero non solo per la purezza della tecnica classica, ma anche e soprattutto per l’interpretazione, per il carattere e per lo stile. Ecco allora un gruppetto di loro, undici, tra i 17 e i 38 anni esibirsi al Teatro Malibran per il Festival Venezia in Danza. Un’unica serata, il 13 novembre scorso, sostenuta, come nella miglior tradizione ottocentesca,dal macenate francese Bertrand du Vignaud de Villefort, nipote del pittore Henry de Toulouse Lautrec, che ha fondato una associazione per sostenerli. Capitanati da Alessio Carbone, premiér danseus dell’Opera, il gruppetto, molti dei quali figli d’arte, hanno presentato un lungo e corposo programma, di quelli che è raro ormai assistervi. La serata si è aperta con Prélude di Ben Stevenson, interpretato da Alessio Carbone e Letizia Galloni, coriphée all’Opera. Poi Manfred di Petipa-Nureyev con Antonio Conforti, formatosi alla Scuola del San Carlo di Napoli diretta da Anna Razzi, ora quadrille all’Opera. E ancora Scarlatti Pas de deux con Ambre Chiarcosso e Giorgio Fourès, quadrilles, e il celebre Arepo di Béjart danzato da Alessio Carbone. Valentine Colasante, anch’essa première danceuse con Francesco Vantaggio quadrille, hanno proposto Palidrome presque parfait. Poi Aunis che, interpretato dai bravi Francesco Murra, Andrea Sarri quadrille e Simone Valastro sujet e coreografo di Palidrome, hanno riscosso un grande successo. E ancora cinque proposte per la seconda parte della serata che è iniziata coniugata al contemporaneo con un brano di Benjamin Millepied danzato da Andrea Turra e il celebre In the middle somewhat eleveted di Forsythe ben interpretato da Sofia Rosolini e Antonio Conforti. Poi l’Adagietto di Araiz con Chiarcosso e Valastro. La Sylphide di Bournonville danzata da Letizia Galloni e Andrea Sarri e infine chiusura della lunga e appassionante serata con la travolgente Arlésienne interpretata con passione da Alessio Carbone. Particolarmente emozionato perché era la prima volta che danzava a Venezia, la sua città.

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