HENRY D. THOREAU


Per i tipi di Einaudi Per i tipi di Einaudi è uscita di Henry David Thoreau: “Disobbedienza civile” in una nuova traduzione firmata da Andrea Mattacheo .

Un libro di Henry David Thoreau (1817-1862), filosofo, scrittore e poeta statunitense, merita di non essere mai dimenticato. E’ un invito alla disobbedienza civile, protesta da attuarsi quando il governo di una nazione ha un comportamento moralmente non accettabile o agisce come se la realtà riguardasse esclusivamente gli abitanti del Palazzo. Condizioni che, inutile ripeterlo, sono di grande attualità (ogni riferimento a fatti attuali è da considerarsi puramente casuale).
Presentato per la prima volta nel 1848, pubblicato nel 1849 nell’”Aesthetic Papers” di Elizabeth Peabody con il titolo di Resistenza al governo Civile (Resistance to Civil Government), l’operina otterrà fama con il titolo di Civil Disobedience solo dopo la morte di Thoreau. Ora Einaudi ne pubblica una nuova traduzione, firmata da Andrea Mattacheo, introdotta da Leonardo Caffo: Disobbedienza civile, in ET Classici (pp. 104, euro 10).
Sono pagine in cui è condannato senza censure o delicatezze il governo statunitense, in particolare la schiavitù e la guerra espansionistica contro il Messico; per tali motivi Thoreau si rifiutò di pagare le tasse: presto venne incarcerato (probabilmente soltanto per una notte, poiché una sua zia pagò per lui). Proprio da quest’esperienza nasce Disobbedienza Civile, in cui egli spiega i motivi del suo arresto ingiusto, sostenendo che è ammissibile non rispettare le leggi quando esse vanno contro la coscienza e i diritti dell’uomo.
L’opera ebbe una notevole fortuna, Gandhi la lesse in carcere e Martin Luther King all’università; a noi conviene rileggerla e meditarla. Ne riportiamo un passo nella nuova traduzione: “Se l’ingiustizia è l’inevitabile conseguenza dell’attrito della macchina governativa, non ci fate caso, lasciatela correre: forse l’attrito svanirà con l’uso, e certamente la macchina si usura. Se le ingiustizie e legata a un ingranaggio, una molla, una carrucola, una corda, o una manovella, allora sarebbe forse davvero possibile considerare la cura peggiore del male. Ma se la sua natura è tale da costringerti ad agire ingiustamente nei confronti di un altro, allora io dico: infrangi la legge”.
Che cosa avrebbe detto oggi Thoreau delle tasse che paghiamo? Dei cittadini letteralmente spolpati da un fisco che ormai è socio in tutto quello che si fa anche oltre il 50%? A voi la risposta. Non è il caso di scriverla, anche perché qualcuno potrebbe confonderla con una nuova forma di schiavitù.

http://www.einaudi.it/libri/libro/henry-david-thoreau/la-disobbedienza-civile/978885842798

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