ANNIVERSARI


Al centro culturale Francese di Mlano Al Palazzo delle Stelline l’Institut Français Milano presenta di Ariane Dollfus: “Noureev, l’insoumis” Edito Flammarion.

Settimana dedicata a Rudolf Nureyev a Milano, per gli 80 anni che avrebbe compiuto lo scorso 17 marzo e per i 25 anni dalla scomparsa avvenuta il 6 gennaio del 1993. Con incontri e con spettacoli. Lo ricorda il Teatro alla Scala con un Gala dove interverranno tra gli altri Roberto Bolle e Svetlana Zakharova. l’Institut Français Milano di Milano (Palazzo delle Stelline, mercoledì 23 maggio ore 18.30) lo ricorda con una importante biografia. Ariane Dollfus giungerà per l’occasione da Parigi per presente il suo Noureev, l’insoumis (pagg. 530, ed. Flammarion). E’ la biografia che la giornalista e scrittrice francese ha scritto dopo una lunga ricerca storica e politica (evidenti i suoi studi). In questo possente volume ci consegna un ritratto meno conosciuto e di grande interesse, importante per collocare Nureyev, uno dei più grandi artisti del secolo scorso, nella sua esatta dimensione. La prima parte del volume è dedicata alla sua nascita e alla formazione, ma anche al profondo legame con la sua terra tartara, con la religione mussulmana della sua famiglia. E qui la Dollfus ci racconta, con aneddoti e una scrittura brillante e piacevole, il Nureyev ribelle, ribelle anche con suo padre. Lo sfida, sfida il potere. E’ un artista che si colloca nello stalinismo, nella guerra fredda, nella rivoluzione sessuale e muore della malattia del secolo. La sua fuga in Occidente la si può leggere anche come un modo per riappropriarsi della cultura russa, quella europea di grande spessore approdata alla corte di Caterina di Russia. Balanchine, in questo gli fu molto simile come Stravinsky. Naturalmente non manca la parte di coreografo, dell’artista a tutto tondo, del suo grande contributo per ridare dignità e protagonismo al danzatore, del suo importantissimo lavoro di ricostruzione dei balletti di repertorio più celebri, che la sua lungimirante rivisitazione consegnò alla Storia. Ricordiamo che senza questo suo contributo non sarebbero più sostenibili in versione classica Bella Addormentata, Bayadère, Schiaccianoci o Don Chisciotte. Ricco è l’apparato che correda il volume (precisissima la Dollfus su date, incontri). Troviamo la carta d’ identità di Nureyev, la cronologia delle sue opere, i ruoli principali e poi note, archivi di ricerca, filmografia, curiosità e aneddoti. Un volume che invita a partire con Nureyev e seguirlo dalla Siberia al jet-set.

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