ANNIVERSARI


Escono inediti in Italia e tradotti da Valentina Bonelli: Marius Petipa I Diari 1903-1907 (ed.DNZ Media Milano). Escono inediti in Italia e tradotti da Valentina Bonelli: Marius Petipa I Diari 1903-1907 (ed.DNZ Media Milano).

Come una star anche il celebre coreografo degli Zar, Marius Petipa, si scontava qualche anno. Per la precisione 4. Si festeggiano infatti quest’anno i 200 anni dalla sua nascita, Marsiglia 11 marzo 1818, e non 1822 come riportano scritti dell’epoca (vedi le memorie di Teljakovskij, il nemico che lo aveva allontano dal suo Teatro). Un vezzo, all’epoca, che gli permise di difendersi dalle accuse di essere troppo vecchio per il suo incarico. Petipa, infatti, veleggiava gagliardamente tra gli 84 e gli 87 anni, reali.  Il grande Marius era figlio di Jean Antoine, ballerino e coreografo e dell’attrice drammatica Victorine Grasseau. Riceverà una buona educazione soprattutto in musica a Bruxelles e un ottimo maestro di danza, il padre. Maggiore di due celebri fratelli Victorine attrice come la mamma e Lucien che diventerà maître all’Opera di Parigi, Marius, del quale ricordiamo tra tanti titoli creati, essere l’artefice della trilogia ciakovskiana, Schiaccianoci, Bella Addormentata e Lago dei cigni, inizia la sua carriera di danzatore a Nantes, per proseguire in America, poi in Francia come partner anche di Carlotta Grisi e di Fanny Essler. Poi, dopo una lunga permanenza in Spagna dove viene a contatto con la cultura spagnola e andalusa, accetta un interessante ingaggio come primo ballerino a San Pietroburgo. Vi arriverà in battello nel 1847 e questo approdo sarà per sempre.  Non lascerà più la terra russa, a parte viaggi in Europa anche più che novantenne. Morirà il primo luglio del 1910 a Gurzuf, in Crimea. Si espresse sempre in francese, nonostante la lunga permanenza e moglie e figli naturalizzati russi. Lo ricordiamo nell’anniversario con una chicca da non lasciarsi scappare, interessante sia per gli appassionati di balletto che per chi vuole approfondire l’intensa vita di un creatore di immortali opere. Si devono a Valentina Bonelli, studiosa di balletto russo e critico di danza tra i più apprezzati, la traduzione de Marius Petipa I Diari 1903-1907(ed.DNZ Media Milano 2018, € 18,00) Inediti sinora in Italia, e corredati da interessanti contributi, sono la fotografia di un particolare momento della vita del grande coreografo, gli anni del suo allontanamento dalla direzione dei Teatri, del suo rammarico, delle sue ultime coreografie che non ricevono più il successo dei grandi lavori e quindi della sua depressione sommata a una salute malferma. Petipa nel racconto della sua giornata è scarno e preciso, soprattutto sui soldi, come li spende e come li guadagna. Una attenzione al copeco quasi maniacale, anche se lo Zar gli aveva concesso una robusta pensione a vita che gli permetteva una vita serena e il mantenimento di tutta la sua numerosa famiglia. I suoi vezzi, il suo risentimento per chi lo sta mettendo da parte, la ricerca dei regali di compleanno, il compenso quasi quotidiano al medico, le mance e il noleggio delle carrozze, queste ultime spese che gli pesano ogni giorno, lo rendono un simpatico burbero. Ma ancora di più ad appassionarci è la tristezza che aleggia nei Diari e che ce lo riconsegnano grande e umano. Petipa sente di essere sulla via del tramonto, ma non riesce a capirne la ragione. E’ la fine di un’epoca, la rivoluzione avanza come le nuove istanze del Novecento. Sembra non coglierle. Eppure i suoi balletti giungeranno sino a noi con la stessa aurea di successo. Riceveranno nel corso degli anni qualche “rinfrescata”, qualche motivazione più attuale, vedi Nureyev, o qualche adattamento strong. Ma porteranno sotto il titolo sempre il suo nome ben in vista. Ai balletti citati aggiungiamo Don Chisciotte, Bajadère, Raymonda, Il Corsaro, Giselle. Chi non ne porta uno nel cuore? Chi non ne è stato ghermito?

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