PRIMA ALLA SCALA


Luci e qualche ombra nella Prima del Teatro alla Scala con la Butterfly diretta dal Maestro Chailly. Luci e qualche ombra nella Prima del Teatro alla Scala con la Butterfly diretta dal Maestro Chailly.

La prima della Scala di quest’anno, senza il presidente della Repubblica e mancante di ministri vari a causa della crisi di governo, segnava il ritorno dell’edizione originale di “Madama Butterfy” di Puccini. L’opera esordì proprio tra queste mura il 17 febbraio 1904, ma allora fu fischiata perché il maestro cambiò editore passando a Ricordi e abbandonando Sonzogno, e quest’ultimo si vendicò prezzolando una claque che distrusse la creazione del compositore toscano.
Senza i pennacchi dei corazzieri, senza i soliti vip che colgono l’occasione per lisciare i ministri in carica nel foyer, Cio-Cio-San (ben interpretata nella voce da Maria José Siri) si è dovuta consolare, in seguito alla sua triste storia, con l’ex re di Spagna, ovvero Juan Carlos Alfonso Víctor María de Borbón y Borbón-Dos Sicilias, che tenne la corona in testa sino al 19 giugno 2014. Oltre, naturalmente, con i sorrisi rutilanti di amministratori delegati, presidenti di questo o quell’istituto, elemosinieri di fondazioni e vippame vario.
Brava Suzuki, ovvero Annalisa Stroppa, Pinkerton (interpretato da Bryan Hymel) non ha convinto del tutto. Regia di Alvis Hermanis e scene dello stesso con Leila Fteita hanno ricevuto i dovuti omaggi; soprattutto erano perfette per la diretta Rai. Riccardo Chailly, applaudito, sta riportando Puccini alla Scala e a suo merito va detto che si emoziona ancora (e bene) dinanzi alle note di questo musicista. Il quale non è autore facile: mescola innocenza a sensualità, senza mai far capire dove termina la prima e cominci la seconda.

Stampa |

Invia a un amico





Invia a un amico

Lascia un commento

xxx