CALLAS ALLA SCALA


Libri, Mostre ed Eventi in occasione del quarantesimo della scomparsa della Divina. Libri, Mostre ed Eventi in occasione del quarantiesimo della scomparsa della Divina.

Il quarantesimo anniversario della morte di Maria Callas (16 settembre 1977) ha moltiplicato i riflessi di un mito che è ormai impossibile ricondurre alla sola storia della musica. Le sue relazioni, le capacità interpretative, i tentativi disperati di ritrovare mondo e relazioni fanno di questa cantante una figura fascinosa ed enigmatica. Noi oggi ascoltiamo stupiti la sua voce, restiamo incantati dalla capacità che ebbe di calarsi nei personaggi, ammiriamo le notevoli doti sceniche ma dobbiamo ammettere che non riusciamo a conoscerla sino in fondo. O meglio, a stilare quel giudizio che potrebbe restare nel tempo.
Maria fu un’interprete di prima grandezza e, allo stesso tempo, una donna contesa dai rotocalchi e violentata dal gossip; fu vicino al cuore dei melomani ma non ne conquistò uno capace di donarle quell’affetto che ogni essere umano chiede alla vita. Amò Onassis e non fu ricambiata, cercò disperatamente nel marito prima e in altri personaggi del suo mondo qualcosa che assomigliasse all’eterno amore, ma morì in solitudine, a Parigi. Il Museo della Scala le ha dedicato una mostra curata da Margherita Palli con i suoi abiti e testimonianze rare, apertasi il 14 settembre, che è opportuno visitare. E’ un itinerario affascinante dominato da una calda luce tra 14 abiti indossati sul palcoscenico della Scala tra il ’52 e il ’60 che narrano anche di un percorso personale della divina a trovare la forma perfetta (segnava su un taccuino il suo peso ad ogni opera) e quindi a esaltare drappeggi e plissé. Sono costumi firmati da De Nobili, Salvatore Fiume, Zuffi, Tosi, Zeffirelli, ma sono quelli di Nicola Benois, che mantengono inalterata quella regalità teatrale, sicuramente d’aiuto all’interprete. E il giorno seguente, il 15 settembre, Maria Callas è stata ricordata nel primo degli incontri che lo stesso Museo organizza, dedicato alla presentazione di opere non effimere e curati da Armando Torno. In tal caso è intervenuto Renato Tomasino, professore all’Università di Palermo e gran conoscitore della lirica (autore del libro Le Divine, appena uscito da Odoya, pagg. 544, €28). Il quale ha parlato con affetto sincero di Maria e ha portato con sé, regalandola poi al Museo, la foto di un bacio tra Pasolini e la Callas sul set di “Medea”. Che dire? Fa parte della storia ricordata ed è più eloquente di tante pagine pubblicate dai giornali .

Stampa |

Invia a un amico





Invia a un amico

Lascia un commento

xxx