CIVILTA' A CONFRONTO


Rarità: per i tipi di es Gestae è uscito di Hans Staden. Prigioniero dei cannibali. Diario di un viaggio alla fine della terra. Rarità: per i tipi di Res Gestae è uscito di Hans Staden, “Prigioniero dei cannibali. Diario di un viaggio alla fine della terra”.

Nelle relazioni di Cristoforo Colombo si legge il termine “canibales” indicante chi si “pasceva di carne umana”. Quasi due millenni e mezzo fa, il sommo filosofo greco Aristotele nella sua “Politica” scrive riferendosi ai barbari, o stranieri che dir si voglia: “Vi sono ancora molti popoli pronti a uccidere, a mangiare la carne umana”. Ma il cannibalismo si trova anche nella Bibbia. Un passo tratto da uno dei libri storici ricorda: “Il re aggiunse: ‘Che hai?’. Quella rispose: ‘Questa donna mi ha detto: Dammi tuo figlio; mangiamocelo oggi. Mio figlio ce lo mangeremo domani. Abbiamo cotto mio figlio e ce lo siamo mangiato. Il giorno dopo io le ho detto: dammi tuo figlio; mangiamocelo, ma essa ha nascosto suo figlio’. Quando udì le parole della donna, il re si stracciò le vesti” (2 Re 6, 28-30). Incisioni uscite dalla bottega di Theodor de Bry, a Francoforte nel 1634, mostrano manipolazioni antropofaghe praticate nel Sud America. In Africa, oltre a numerose tribù che mangiavano i propri nemici, si ricorda la setta segreta degli uomini leopardo: tra il XIX e la prima metà del XX secolo assassinò non poche persone nell’Occidente del continente nero imponendo ai propri membri il cannibalismo per rafforzare fedeltà e senso di appartenenza.
Il tema, pur in tempi di linguaggio politicamente corretto, ritorna grazie alla ristampa del libro di un soldato e marinaio tedesco, Hans Staden, vissuto tra il 1525 e il 1579. Il titolo: “Prigioniero dei cannibali. Diario di un viaggio alla fine della terra” (Edizioni Res Gestae, pp. 266, euro 18). Durante un viaggio nelle Americhe, il poverino fu catturato e subì la prigione presso la tribù dei tupinamba, che praticava il cannibalismo. Riuscì a osservare e descrivere i barbari costumi sino a quando fu liberato grazie al comandante di una nave francese, lasciando ai posteri un documento eccezionale. In esso si trova tutta la ritualità che circonda l’esecuzione e la festa che ne segue, così come il ruolo delle donne nella ritualità post sacrificio. Un documento importante per cominciare a riflettere e magari mettere in discussione i tanti stereotipi del politicamente corretto di cui si è imbevuta la nostra civiltà nell’ultimo secolo.

http://www.aseq.it/prigioniero-dei-cannibali.html

http://www.alephlibreria.it/shop/catalog/product/view/id/52663/s/prigioniero-dei-cannibali-diario-di-un-viaggio-alla-fine-della-terra-1553-1555/category/227/

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