LAISSEZ FAIRE


Si susseguono le leggi che minano la liquidità delle aziende italiane. Ancora leggi che intaccano la liquidità delle aziende italiane.

E’ di questi giorni la notizia che il Governo starebbe approntando una legge che impone alle aziende uno stipendio minimo per i propri lavoratori. Al di là degli slogan (i minimi salariali nel nostro Ordinamento già esistono, visti i Contratti Collettivi di Categoria), non possiamo fare a meno di notare come tutte le novità introdotte sul tema lavoro e imprenditoria dagli ultimi governi di fatto non facciano altro che peggiorare la grave situazione delle aziende italiane, in particolare delle piccole e medie imprese, cioè la forza imprenditoriale vera del nostro Paese (a dire il vero quel poco che ne resta). Dagli 80€ mensili e al TFR in busta paga, al prelievo alla fonte dell’I.v.a. nelle fatture alla Pubblica Amministrazione (nel caso contrario invece la compensazione è vergognosamente esclusa), ai 500€ minimi mensili obbligatori per gli stage, tutto sembra concepito per eroderne sempre più gli spazi economici. Forse il governo pensa di porre rimedio ad abusi, ma il caporalato e le associazioni di carattere mafioso non ripetono certo gli ordinamenti dello Stato. Per cui si finisce solo per complicare ulteriormente la già difficile vita degli onesti. A pensar male verrebbe persino da credere che sia in atto un disegno depressivo per le nostre aziende piccole e medie, mentre chi evade o non rispetta le regole rischia di avere problemi minori. Ma la questione più rilevante è forse che lo Stato fa il generoso con i soldi altrui, continua a mettere il naso in questioni che dovrebbero essere lasciate alla contrattazione privata, e soprattutto non fa l’unica cosa che tutti auspicano da decenni: tagliare le proprie spese, pagare i propri creditori e tagliare le tasse ormai insopportabili.

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