WINE NOT!?


Presentato l'Amarone 2011. Presentato l’Amarone 2011. Uno dei vini più longevi fra i grandi vini italiani.

Pochi weekend fa è andata in scena a Verona “Anteprima Amarone 2011”, a cura del Consorzio Tutela Vini della Valpolicella, rassegna che ufficializza l’entrata sul mercato dell’annata 2011 del grande rosso veronese dopo i tre anni di affinamento. L’Amarone 2011 conquista le 5 stelle ed entra nell’albo d’oro delle migliori annate. L’Amarone è uno dei vini più longevi fra i grandi vini italiani e può superare i vent’anni di conservazione. Come conservare allora un gioiello enologico?
Il vino, in fondo è come una creatura vivente, ci avete mai pensato? Nasce, cresce e muore come la pianta che l’ha generato. Diventa maggiorenne quando viene imbottigliato ed etichettato, talvolta già pronto per essere degustato, spesso con potenzialità la cui personalità esploderà invece nella piena maturità. Cinque, dieci, venti, trenta anni di pazienza ed amore – se non di più – nell’attesa che quella identità si esprima in tutta la sua piacevolezza. Una creatura sensibile, insomma, e come tale andrebbe gestita. Non ama il troppo caldo o il troppo freddo, gli sbalzi di temperatura lo mettono di malumore, non gradisce essere sballottato a destra e a manca, odia gli scossoni come pure starsene in luoghi troppo secchi o troppo umidi e la troppa luce gli è nemica. Se non assecondato, il vino diventerà capriccioso donandovi, una volta nel bicchiere, sentori di cattivo se non pessimo gusto. Altra cosa: alla bottiglia piace essere distesa, a riposo non dritta sull’attenti per far mostra di sé. Quando in giro per enoteche vedo decine e decine di bottiglie ritte in piedi, magari con faretti di luce puntati contro mi verrebbe di andare dal gestore a dirgli che in quegli scaffali c’è tanta sofferenza. Spero sempre che quelle bottiglie esposte siano solo in mostra e che quindi il contenuto non finirà nel bicchiere dello sfortunato avventore. Fatevi sempre dare la bottiglia giacente in magazzino con la speranza che lì sia stata messa a riposo nel vero senso della parola, ben distesa dunque, nella giusta umidità – idealmente tra il 65-70% – ad una temperatura media costante intorno ai 10-12 gradi nonché al riparo da luce e scossoni. Accortezze che vi faranno stappare, quando vorrete, con sicurezza la vostra bottiglia.

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