WINE NOT?!


Vino ritrovato in fondo al mare e Vino in fondo al mare vinificato. Abissi della casa Bisson. Vino ritrovato in fondo al mare e Vino invece volutamente inabissato: “Abissi” della casa vitivinicola Bisson.

La notizia da cui partiamo è che nel 2010 furono scoperte nei fondali del Mar Baltico 30 bottiglie di champagne di 170 anni fa. I vini, appartenenti alle Maison Veuve Cliquot, Heidsieck e Juglar, erano stati trovati da alcuni sub a una profondità di 55 metri. Ebbene, i ricercatori della National Academy of Sciences degli Stati Uniti (PNAS) che hanno potuto saggiare ed assaggiare vari campioni di questo champagne hanno diffuso in questi giorni (dopo ben cinque anni) i risultati dei loro esami e la notizia ha fatto subito il giro del mondo.
C’è dunque vino che per disgrazia finisce nei fondali marini, ci rimane per 170 anni e sembra sia sopravvisuto in buono stato, stando appunto ai risultati degli esami organolettici del PNAS, ma c’è anche vino che, per grazia e volontà ricevute, viene stipato a 60 metri di profondità nelle acque dell’Area Parco Marino di Portofino, più precisamente a Cala degli Inglesi, per dar vita ad uno dei metodi classici più prestigiosi d’Italia.
Ironia della sorte, proprio il 2010 è stato l’anno non solo del rinvenimento delle bottiglie di champagne miseramente naufragate quasi due secoli prima, ma anche l’anno del recupero delle prime seimilacinquecento bottiglie di spumante vinificate per diciotto mesi in immersione.
L’esperimento è il primo caso in Italia. E da allora Abissi, così si chiama questa “perla eno-marina”, è divenuto un cult per esperti ed appassionati del buon bere. D’altronde, il Sig. Pierluigi Lugano, patron dell’azienda vitivinicola Bisson, ha avuto l’intuizione di vinificare in questo modo pensando proprio agli antichi relitti dei galeoni in fondo al mare che spesso restituivano vino egregiamente conservato dalle caratteristiche organolettiche pressochè intatte. Se aggiungiamo a questo ambiente ideale una temperatura di +15°, penombra, contropressione e una serie di fattori favorevoli il gioco è fatto. Le uve impiegate variano a seconda delle annate. In ogni caso parliamo di bianchetta genovese, vermentino e pigato, quindi vitigni della Riviera Ligure del Levante. Di colore giallo paglierino con perlage fine e persistente, colpiscono il suo bouquet di note muschiate e salmastre, il sapore secco dalla spiccata mineralità nonché la buona persistenza. Con un’orata al sale e qualche goccia d’olio extravergine d’oliva ci sta che è una meraviglia. Le prossime cantine saranno negli Abissi?
(C.F.)

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