PAPA SCALFARI


Papa Scalfari ed Eugenio Francesco. Intervista a Repubblica su immigrazione e colpe della storia. Papa Scalfari ed Eugenio Francesco. Intervista a La Repubblica su immigrazione e colpe della storia.

Sabato 8 luglio il quotidiano “La Repubblica” ha posto in grande evidenza un’altra intervista di Eugenio Scalfari al regnante papa. Ormai potremmo chiamarla una consuetudine tra il giornalista non credente e il vicario di Cristo. Nella seconda riga del titolo di prima pagina, si legge: “No ad alleanze contro i migranti”. E nel catenaccio: “L’Europa non dimentichi il suo colonialismo”.
Abbiamo letto allora l’articolo e, a dire il vero, la questione del colonialismo è stata attenuata, giacché la Chiesa lo favorì per secoli. Ricordiamo le parole del papa: “I popoli poveri hanno come attrattiva i continenti e i Paesi di antica ricchezza. Soprattutto l’Europa. Il colonialismo partì dall’Europa. Ci furono aspetti positivi nel colonialismo, ma anche negativi. Comunque l’Europa diventò più ricca, la più ricca del mondo intero. Questo sarà dunque l’obiettivo principale dei popoli migratori”.
Ma se l’Europa dovesse accogliere tutti i migranti in circolazione (sono soprattutto economici, come ha ribadito il presidente Macron) perché un tempo era colonialista, cosa dovrebbe fare la Chiesa? Perché non comincia a sua volta ad offrire un esempio di accoglienza senza limiti tra le mura vaticane? O nei vasti appartamenti romani dei suoi alti prelati?
Con tutto il rispetto che si deve al papa, non ci sembra questa una ragione per giustificare l’immigrazione economica in atto e i problemi da essa causati. La Chiesa, inoltre, dovrebbe ricordarsi che se l’Europa deve scontare questa pena per essere stata colonialista, cosa dovrebbe fare questa santa istituzione per farsi perdonare le Crociate, la Santa Inquisizione, le innumerevoli falsificazioni (Donazione di Costantino et similia) attuate nel corso dei secoli, le mille censure e proibizioni attive con indici e roghi? Eccetera è il caso di aggiungere. Giordano Bruno arrostito in Campo dei Fiori? La condanna di Galileo costretto a chiedere perdono in ginocchio? Gli innumerevoli ecclesiastici che hanno abusato di bambini e che le cronache ricordano senza requie? Non è il caso di dilungarci. Di certo, la storia della Chiesa non è la storia della salvezza e la violenza che circonda alcuni pontefici fa ancora meditare sul valore della successione apostolica.
Scalfari nell’articolo rammenta con la consueta eleganza Spinoza e Pascal. Meravigliose citazioni. Commoventi. La prossima volta gli chiediamo per favore di aggiungere Voltaire e quanto riporta dei successori di Pietro nel suo “Dizionario filosofico”. Ne offriamo soltanto tre esempi. Il pontefice Stefano VII, figlio di un prete, fece dissotterrare il cadavere del suo predecessore papa Formoso e ordinò che gli fosse tagliata la testa. Sergio III, colpevole di vari assassini, ebbe un figlio da Marozia, il quale erediterà il papato. Gregorio VII fu l’artefice di mezzo millennio di guerre sostenute dai suoi successori.
Certo, la Chiesa allora aveva una certa idea dell’accoglienza, che ora è cambiata. Forse un ulteriore cambiamento farebbe bene all’Italia che ospita il Vaticano da quasi due millenni.

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