FREUD ALLO STREHLER


Foto Masiar Pasquali. Freud o l’interpretazione dei sogni di Stefano Massini al Teatro Strehler di MIlano. Foto Masiar Pasquali.

La nuova produzione del Piccolo Teatro di Milano, allo Strehler sino all’11 marzo, avvince lo spettatore dai primi attimi quando un grande velario in proscenio invita tutti a entrare in un geometrico labirinto dove alcune coppie si muovono a ritmo di valzer viennese. Siamo nella Vienna di Sigmund Freud a cavallo tra Otto e Novecento. Siamo nel crogiolo dell’arte, della letteratura, della filosofia e della psicanalisi. E’ un momento di particolare ricerca culturale, tipico di chi “sente” l’evolversi del tempo prima di altri. Lo spettacolo Freud o l’interpretazione dei sogni, di Stefano Massini per la regia di Federico Tiezzi tiene ben bloccata l’attenzione del pubblico per quasi tre ore. Sempre in palcoscenico Fabrizio Gifuni, un magnetico Freud, intrattiene, spiega, ricorda, analizza e si analizza, proponendo la sua interpretazione dei sogni dei suoi pazienti e di uno suo sogno in particolare con un racconto che avvince dalla prima parola. Sfilano quindici personaggi, che si svelano mano a mano a Freud e al pubblico, a sua volta analista, superando anche il professore nell’interpretare le angosce dei pazienti. Tra essi, ricordiamo Elena Ghiaurov, Marco Foschi e Umberto Ceriani. Interessante è il lungo percorso che Freud- Gifuni compie per acquistare la fiducia dei pazienti e questo sempre con una diversa chiave umana, quella che poi consegna al pubblico per farsi analizzare le sue angosce. Gioco teatrale che avvince, ben aiutato dalla scenografia di Marco Rossi con le luci di Gianni Pollini, i video di Luca Brinchi e Daniele Spanò.
(Aurora Marsotto)

www.piccoloteatro.org


STARDANCE


Nelle sale cinematografiche italiane esce, distribuito da Wanted, il film Dancer. Nelle sale cinematografiche italiane esce, distribuito da Wanted, il film Dancer. Nelle foto, gli spettacoli di Parma e Modena.

Una settimana tutta italiana per Sergei Polunin, il danzatore oggi più celebre e controverso sulla scena mondiale e non solo quella ballettistica. Code ai cinema della penisola per il film Dancer, distribuito da Wanted Cinema, proiezione il 7 a Milano al cinema Anteo con la sua presenza, e sold out nei teatri di Parma e di Modena. Danzatore di grande talento, ma anche attore interessante, è noto soprattutto per il suo carattere, per le sue intemperanze per gli eccessi che un ballerino non dovrebbe permettersi. Eppure lui, ora ventottenne, a soli ventidue anni ha il fegato di lasciare il Royal Ballet, che l’ha forgiato dall’età di tredici anni e che l’ha nominato primo ballerino a soli diciannove -unico- per rivendicare la sua libertà allo star system e per riprendersi, fosse possibile, infanzia, adolescenza e affetti. Va a Mosca al Bolscioi, ma gli va stretto come lo fu il Royal, non sopporta la routine alla quale deve sottoporsi un danzatore, routine che Bolle, ad esempio, sembra non logorarlo nemmeno mentalmente. Torna nella sua Kiev, ma anche nella nativa Cherson tra i suoi amici e la sua prima insegnante. Qui l’inquieto Sergei decide di lasciare un video saluto e abbandonare la danza. Ma quel superbo video, Take me to Church, filmato alle Hawaii dal celebre fotografo David La Chapelle, ottiene ventitre milioni di visualizzazioni. La fama lo riporta alla danza, anche alla Scala, al San Carlo e allo Bayerisches Staatsballet di Monaco, dove Igor Zelenkij, (altro…)


ELISABETTA TERABUST


Si è spenta a Roma, all’età di 71 anni, Elisabetta TERABUST. Si è spenta a Roma, all’età di 71 anni, Elisabetta Terabust.

Alla notizia della morte di Elisabetta Terabust è tornata alla mente la sua immagine di venditrice di violette seduta solitaria su una panchina intrecciare uno struggente pas de deux con Charlot (Luigi Bonino) in Charlot dance avec nous di Roland Petit, andato in scena al Théâtre du Gymnase di Marsiglia nel 1991. Per il coreografo francese in questi anni era diventata la sua musa, le aveva creato un particolare Schiaccianoci nel 1976 per l’Opera di Parigi e al Festival di Nervi del 1974 era stata la protagonista del suo Notre Dame de Paris. Aveva un fascino particolare, Elisabetta, e una duttilità fisica adatta al repertorio classico, nel quale ha danzato tutti i ruoli, ma anche per la sua linea, mantenuta con una determinazione ammirevole, a quello contemporaneo. Ha danzato con i migliori danzatori del periodo come Rudolf Nureyev, Eric Bruhn, Paolo Bortoluzzi, Patrice Bart. Con la sua partecipazione alle novità introdotte dalla compagnia Aterballetto, fondata e guidata da Amedeo Amodio, Elisabetta Terabust ci portò nel mondo astratto del bel Ai limiti della notte e nello splendido Steptext di William Forsythe. Poi riindossò i panni shakespeariani nel Romeo e Giulietta, creato per lei dallo stesso Amodio come per Schiaccianoci. (altro…)


xxx