SIR JOSEPH BANKS


Per i tipi di Einaudi è uscito “Florilegium. Tesori botanici dal primo viaggio di Cook”, di Joseph Banks. Per i tipi di Einaudi è uscito “Florilegium. Tesori botanici dal primo viaggio di Cook”, di Joseph Banks.

Studiò nelle migliori scuole inglesi. Ad Harrow, quindi a Eton, poi Oxford. Qui si diede agli studi scientifici più che alle discipline umanistiche. Stavamo dimenticando Chelsea, ma è inutile continuare perché abbandonò l’università, anzi decise di non laurearsi. Comunque fu presentato a Linneo. E con lui cominciò una corrispondenza.
Stiamo parlando di Joseph Banks (1743-1820), Sir dal 1781. Nel 1766 entrò a far parte della Royal Society, prendendo parte a una spedizione scientifica a Terranova e in Labrador. Subito dopo accompagnò James Cook nel suo primo viaggio verso Tahiti: ci vollero tre anni (1768–1771), durante i quali furono esplorate e scoperte numerose località in Oceania, Nuova Zelanda, Australia (tra esse la baia di Sydney, chiamata da Banks Botany Bay, Golfo della Botanica). In questo viaggio, nel quale il futuro baronetto inglese fu accompagnato dal botanico svedese Daniel C. Solander, descrisse oltre 1300 specie di piante e animali sconosciuti nel Vecchio Mondo. Basterà ricordare la Bougainvillea (così chiamata in onore al matematico e esploratore francese Louis Antoine de Bougainville) o il canguro.
Joseph Banks era ricco oltre che uomo di talento e, ritornato in patria, tra il 1772 e il 1784 commissionò più di 700 magnifiche incisioni riguardanti quanto aveva visto e scoperto. Diventarono le stampe del suo “Florilegium”, mai pubblicate durante la vita di Banks. Sono ritenute tra le più perfette e raffinate illustrazioni botaniche della storia.
Einaudi pubblica un’edizione scelta di questo patrimonio (pp. 320, euro 90), realizzata partendo da una stampa a colori e a tiratura limitata. Il libro di grande formato offre i commenti del botanico David Mabberley. Mel Gooding, invece, racconta il viaggio e la realizzazione del “Florilegium”; la postfazione di Joe Studholme è dedicata alla storia della stampa moderna, partendo dalle lastre di rame originali.
Pagine che comunicano il sapore dell’avventura e della scienza, un percorso botanico e illustrativo che incanta.

http://www.einaudi.it/libri/libro/joseph-banks/florilegium/978880623564


NEXODANCE


Nexodigital Royal Ballet. Alice’s Adventures in Wonderland. Al cinema con Nexodigital.

Al cinema per un film tradizionale? Anche, ma non solo. Con Nexo Digital (premiato da poco a Torino con il Danza&Danza 2017 per la diffusione della cultura coreutica) si è aperta la nuova stagione di danza nei cinema italiani. In questo caso la diretta è dal Royal Ballet. Per l’Arte o altri filmati di particolare interesse la scelta è molto varia e forma un nuovo pubblico e naturalmente rivitalizza i cinema. Dal Royal Ballet è andato in scena nei giorni scorsi Alice’s Adventures in Wonderland di Cristopher Weeldom, balletto nato nel 2011, ma sempre di gran bellezza. Tre ore di vero spettacolo, ricco di humor e grande raffinatezza tecnica e stilistica che l’occhio della telecamera porge al pubblico con grande attenzione. In scena il nostro Federico Bonelli Fante di cuori, da anni primo ballerino al Royal e Lauren Cuthbertson, splendida Alice come il cappellaiio matto che balla tra classico e claquette Steven McRae. Scene che conquistano in mix vittoriano e digitale e costumi strepitosi come per la Regina di Cuori, Laura Morera. Prossimi appuntamenti, oltre la programmazione dedicata alle opere sempre dal Royal Opera House, il 5 dicembre Lo Schiaccianoci, il 28 febbraio Racconto d’Inverno, il 27 marzo Il Centenario di Bernstein, il 3 maggio Manon, il 12 giugno Il lago dei Cigni.


NEW ATERBALLETTO


Aterballetto. Fonderie Limone di Moncalieri. Aterballetto sotto la nuova direzione di Pompea Santoro presenta Wolf e Non sapevano dove lasciarmi.

Quarto giro di boa per la compagnia Aterballetto. Nuove direzioni: Pompea Santoro per quella artistica e Gigi Cristoforetti per quella generale. Stessa sede, Reggio Emilia per questa compagnia contemporanea ideata nel 1979 da Amedeo Amodio, poi passata a Mauro Bigonzetti, a Cristina Bozzolini e ora a Pompea Santoro, la danzatrice-icona italiana di Mats Ek. Alle Fonderie Limone di Moncalieri si è aperto nei giorni scorsi il sipario sulla nuova gestione che ha proposto due brani che ci sono parsi l’inizio di una nuova stagione e interessante: Non sapevano dove lasciarmi di Cristiana Morganti e Wolf di Hofyesh Shecther. Il primo pezzo è un divertissement di genere Bauschiano dove danza e recitazioni si intrecciano su una scontata domanda troppo spesso rivolta ai danzatori “Perché ha iniziato a studiare danza? “ e la altrettanto scontata risposta ne è il titolo. All’interno una gara di compagnia, dove ognuno cerca di esprimersi in modo Bauschiano, che è stile della coreografa, ma non il loro. Completamente dentro lo sono nel secondo brano dove interpretano in modo molto intenso Wolf, questo incantesimo notturno creato una decina d’anni fa, ma qui riproposto in nuova più ampia chiave e sostenuto dalle splendide luci taglienti e opache di Hofyesh Shecther. Uomini-lupo si esprimono in fattezze primordiali, esplodono in danze rituali di grande impatto che sprigionano un’energia vitale che investe il pubblico. Non è possibile rimanere impassibili a Wolf e alla sua musica, creata dallo stesso coreografo secondo moduli ripetitivi e mai noiosi. Il suo svolgimento è in crescendo sino a un superbo assolo. Peccato solo il finale: lo spegnimento della lampadina. Un banale déjà vu.


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