MICHEL DE MONTAIGNE


Per i Tipi delle Edizioni della Normale è uscito di Tullio Gregory, "Michel de Montaigne o della modernità". Per i Tipi delle Edizioni della Normale è uscito di Tullio Gregory, “Michel de Montaigne o della modernità”.

Michel de Montaigne si direbbe nostro contemporaneo più che uomo del Cinquecento. Il secolo in cui spese la sua esistenza, pur essendo uno dei più colti della storia, lo ospitò, gli offrì innumerevoli vantaggi ma egli seppe vivere in quel periodo d’oro tutte le epoche possibili. Quando si ritirò nella sua biblioteca, sita al piano alto della torre del castello di famiglia, consultava soprattutto gli antichi per creare le pagine dei celebri “Essais”; non era interessato a investigare le allegorie medievali, meno che mai si curava dell’esoterismo caro all’età del Rinascimento. I suoi contemporanei seppe comprenderli come pochi altri e il mondo riuscì a guardarlo e giudicarlo evitando incanti e sirene.
Tullio Gregory, uno dei nostri massimi esperti di pensiero medievale e moderno, oltre che uomo di gusto sopraffino, ha raccolto in un volumetto, pubblicato dalle Edizioni della Normale di Pisa, tre suoi saggi dedicati al filosofo francese apparsi nell’arco di un ventennio sul “Giornale critico della filosofia italiana”: “Michel de Montaigne o della modernità” (pp. 108, euro 10). Pagine che aiutano a guardare codesto autore da angolazioni privilegiate, tra le quali vi sono i temi del dubbio, della fede e delle religioni, ma anche quelli riguardanti la fortuna.
La tesi di Gregory è semplice e risolutiva al tempo stesso: rovesciando quanto asseriva la tradizione, Montaigne sostiene appunto che il dubbio – e non la verità – è cosa propria dell’uomo. Perché proprio il dubbio, che gli antichi scettici avevano posto al centro delle attenzioni, consente di comprendere il mondo nelle diverse sue apparenze e di godere la vita che ci è data giorno dopo giorno; al contrario i dogmatici, ansiosi di ghermire la verità, non cessano di proporre valori e modelli, di predicare, di convincere il prossimo. Magari ricorrendo a ogni mezzo.
I tre scritti che formano il volumetto, pur essendo stati concepiti per fini diversi, ci restituiscono un ritratto di Montaigne che soltanto un vero conoscitore del mondo dei libertini, qual è Gregory, sa delineare. Deliziose le pagine sul tema della fortuna, dove emergono gli interventi della censura sugli “Essais” (un addetto a questa pratica scrisse che Montaigne “parla come Epicureo”), determinate visioni del mondo (“la chanse tourne”, “la fortuna gira”), e dove prende forma questo tema centrale dei “Saggi”. Non a caso il filosofo che si rifugia nella torre con i suoi libri scrive che proprio la fortuna – nota Gregory – “diviene centrale” in tutta la sua esperienza e il suo cercare. Del resto, “nell’universo di Montaigne lo spazio della fortuna, del caso, è come il riflesso della fine di un mondo di certezze e di valori di cui la cultura europea pretendeva essere portatrice”.
(a.t.)

Tullio Gregory
“Michel de Montaigne o della modernità”
(pp. 108, euro 10)

http://edizioni.sns.it/it/michel-de-montaigne-o-della-modernita.html


FESTIVAL TORINO DANZA


Si apre l'edizione 2016 di Torino Danza Festival. Fino al 3 novembre. Si apre l’edizione 2016 di Torino Danza Festival. Fino al 3 novembre.

Si inaugura oggi 6 settembre al Teatro Regio di Torino con Tre, la nuova edizione del Festival TorinoDanza, manifestazione diretta da Gigi Cristoforetti, che si chiuderà il 3 novembre. Organizzata dal Teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale e in collaborazione con il festival musicale MITO, presenterà 15 spettacoli con 10 prime nazionali, 5 coproduzioni, 14 compagnie ospiti provenienti da 7 nazioni. Questi i numeri, più la spettacolare performance che sottolinea il sodalizio con la Biennale di Lione: il festoso e coinvolgente Défilé, parata danzante di 150 ballerini e 50 musicisti che si approprieranno della città di Torino il 24 settembre (a Lione il 18 settembre). Ecco le principali presenze: Ohad Naharin, uno dei più conosciuti coreografi contemporanei, proporrà per l’inaugurazione Tre, creato per la istraeliana Batsheva Dance Company, brano basato sulla tecnica Gaga, sensibile ai limiti del corpo. E’ questo il fil rouge del Festival e che, diversamente interpretato, coniugherà tutte le rappresentazioni come i lavori di Oliver Dubois e quelli di Angelin Preljocaj. E poi il Teatro Carignano, la Fonderia Limone di Moncalieri o la Lavanderia a Vapore di Collegno per altre danze e altre interessanti ospitalità, tutte da trovare sul programma consultabile sul sito.

www.torinodanzafestival.it


CARLA FRACCI


Carla Fracci compie 80 anni. Carla Fracci compie oggi, 20 agosto 2016, 80 anni.

Se si pensasse alla sua verve, alla sua dinamicità – ogni settimana attraversa lo stivale con il Freccia Rossa – ai suoi spettacoli all’estero e in Italia, l’ultimo il 31 luglio scorso alla Versiliana, ai suoi incontri, alle sue conferenze, all’attività di testimonial per la Fira, fondazione per le malattie reumatiche, la convinzione che la danza fa bene porterebbe un esercito di tutte le età nelle scuole di ballo italiane. Per saperne ancora di più della sua vita e dei suoi successi meglio immergersi nelle pagine della sua biografia “Passo dopo passo“, edizioni Mondadori, dove troviamo aneddoti e ricordi ben sequenziali alla sua lunga attività. Se vogliamo addentrarci nel mistero della sua leggendaria Giselle, sfogliamo le pagine e guardiamola ritratta in “Aspettando l’étoile”, ed. Piemme Junior, collana Scuola di Danza, dove volutamente lascia la sua eredità coreografica ai ragazzi. In questo caleidoscopio di attività si rigenera Carla Fracci, ogni anno diversa, ogni anno presa da una serie di nuove proposte e non sempre coreografiche, ma sempre vicine alla gente, come lo sono stati, e lo sono ancora, i suoi spettacoli che hanno toccato tutte le piazze italiane, non solo i grandi palcoscenici dei teatri di tutto il mondo. E accanto a lei, da più di cinquant’anni, Beppe Menegatti, suggeritore, pigmalione, marito creativo e affezionato, tanto che è bello vederli ora insieme anche nelle conversazioni con il pubblico, quando diventano divertente memoria della storia teatrale italiana. Prossimo appuntamento? Il 13 ottobre inaugureranno la XV rassegna letteraria a Vigevano.


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