ATTILA


Una Prima tutta politica quella di Attila questa sera alla Scala. Una Prima tutta politica quella di Attila questa sera alla Scala.

Si sa che “Attila” di Verdi, per diverse ragioni, è diventata subito un’opera politica. Anzi fu la colonna sonora del tempo che precedette le cinque Giornate di Milano del 1848 (ebbe, alla Scala, 31 repliche nel 1847). E tale si è rivelata la sera di sant’Ambrogio, all’inaugurazione della stagione del nostro massimo teatro. Quando il presidente Sergio Mattarella si è affacciato al palco reale, prima che iniziasse l’inno di Mameli, il pubblico gli ha tributato una vera ovazione: il più lungo applauso della serata. Gli italiani, forse preoccupati dai novelli Attila della politica (che possono portare anche la cravatta), hanno chiesto al presidente di curare quella patria cantata in tante arie dell’opera. Non è un mistero: ogni giorno nell’Italia attuale dichiarazioni dei membri del governo creano insicurezza, timore, persino paura. La prima è stata degna della Scala. Un eccellente Chailly e una regia che ci è sembrata adatta a quest’opera sono stati affiancati dai tre uomini Attila, Ezio, Foresto (rispettivamente Ildar Abdrazakov,  George Petean e Fabio Sartori) con buone voci e applaudite prestazioni. Odabella, intorno a cui tutto gira, era Saioa Hernandez: qualche vena acidula qua e là ma tutti gli acuti erano al loro posto.


FLAMENCO


Al Teatro Strehler di Milano, serata anteprima del Milano Flamenco Festival con Al Teatro Strehler di Milano, serata anteprima del Milano Flamenco Festival con Emanuel Linao.

In una manciata di minuti il talentuoso Emanuel Liňao ha incantato il pubblico accorso numerosissimo al Teatro Strehler di Milano, per l’unica serata-anteprima del Milano Flamenco Festival, che si svolgerà dal 24 al 30 giugno prossimo. Accompagnato dalla chitarra di Manuel Valencia dal tocco limpido e dal cantaor David Carpio, Liňao ha presentato un compendio della creazione flamenca di grande impatto teatrale. Lo spettacolo, mai frammentario ma sapientemente costruito come un one men show, è ricco di colpi di scena che si susseguono numerosi e calibrati ad arte. Liňao, enfant prodige e pluripremiato coreografo per numerose compagnie internazionali, qui regala al pubblico il suo processo creativo che parte da una esibizione tecnica di altissimo livello per poi sfogliare l’album della storia del flamenco con interessanti interpretazioni di movimenti che ricordano celebri artisti a sottolineare l’importanza dell’eredità artistica nel processo. Si avvale in questo percorso di una essenzialità scenica sapientemente costruita, minimal, ma a tratti anche esplosiva come quando appare trasformato con uno strepitoso abito bianco  con lunga coda dove in pochi minuti dà lezione di ventaglio e movenze femminili. Ma Liňao buon didatta – ha condotto prima dello spettacolo un seminario per aficionados all’Associazione Punto Flamenco di Maria Rosaria Mottola- sa rientrare nei ranghi velocemente  per un finale più intimo dove sofferenza e gioia si stratificano in un crescendo contagioso. 

Aurora Marsotto


EIMUNTAS NEKROŠIUS


Il Teatro saluta Eimuntas Nekrošius. Il Teatro saluta Eimuntas Nekrošius, Maestro indiscusso del nostro tempo.

Il 21 novembre avrebbe compiuto 66 anni, ma il grande regista Eimuntas Nekrošius ha deciso di congedarsi improvvisamente poco prima. Coerente sino all’ultimo a soddisfare la sua personalità solitaria, lontana dalle celebrazioni. Maestro del Teatro Europeo, ha impresso il suo segno innovatore nella drammaturgia e pure nell’allestimento scenico degli ultimi trent’anni. Studente all’Istituto Lunavski di Mosca, è stato direttore del Teatro dei giovani di Vilnius con quell’importante spazio-studio -ricerca e la creazione della compagnia Meno Fortas. Tenne Cechov per riferimento e Shakespeare come amore e suo tormento privilegiato. Infatti tra suoi più incisivi, e applauditi, lavori troviamo Tre sorelle, Il Gabbiano e la trilogia shakespeariana con Macbeth, Otello e quell’ Amleto così barbarico. Ricordiamo i suoi magnifici attori, una banda fisica di umanità inquieta. Nekrošius, vincitore di 4 Premi Ubu, fu prezioso collaboratore di numerosi Festival italiani. Molto amato nel nostro Paese, ne apprezzava la versatilità e la compiutezza dei suoi attori. E, come apprezzatissimo didatta, lascia un’eredità importante alla quale ogni giovane regista e ogni giovane attore dovrà attingere.


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