MALA TEMPORA


Le interviste di Mamurio: Armando Torno. Le interviste di Mamurio: Armando Torno.

Anticipiamo l’intervista che Gerardo Mastrullo, già direttore delle librerie Garzanti e dirigente editoriale, ora “patron” de La Vita Felice, ha fatto ad Armando Torno, fondatore e responsabile per oltre un quindicennio del supplemento “Domenica” de “Il Sole 24 Ore” e poi delle pagine culturali del “Corriere della Sera”.

Gerardo Mastrullo – Lei sovente nota che si pubblicano libri inutili…
Armando Torno
– Certo, e a quel che dicono i librai ormai economicamente non più convenienti. Non si vede dove stia il guadagno. Ci sono delle eccezioni, ma gran parte dei libri firmati da personaggi televisivi, da comici o da intrattenitori di vario genere non ha che un misero e modesto ritorno. Le librerie, quelle che riescono a sopravvivere, sono sommerse da questa morchia.

G.M. – Al Salone del libro di Torino però…
A.T.
– Quest’anno, appunto, il Salone mi sembra diventato un luogo nel quale ormai si possono trovare proprio i personaggi ricordati. Comici et similia. Non si direbbe più l’appuntamento per conoscere i libri italiani ma per capire l’evento o il presenzialista che tira. Per fortuna non ci sono andato. E qualche editore non banale mi ha confidato che non ci andrà il prossimo anno. Quanto a me, anche per il 2017, a Dio piacendo, cercherò di passeggiare durante i giorni del Salone per Charing Cross Road e poi aggiungere quattro passi e vedere qualcosa alla National Gallery. E se mi verrà fame, raggiungerò, continuando la passeggiata, uno dei vari ristoranti italiani. Mi accontento persino di un Carluccio’s in Garrick St. Non per essere snob, ma offrono vivande migliori di quelle trovabili al Salone. E poi comici e vari intrattenitori mi rattristano. I libri che scrivono, o quelli che di loro parlano, mi deprimono.

G.M. – Andrà a qualche premio?
A.T.
– Difficile rispondere: ce ne sono, a quanto si dice ed escludendo quelli in Rete, circa tremila. E tra poco comincia la loro stagione. Può essere che uno si trovi in mezzo a un premio senza saperlo. Di solito li evito, anche perché il più delle volte il compenso in denaro (tassato come un reddito) non copre nemmeno le spese di viaggio. Inoltre dei libri vittoriosi ci si dimentica nel giro di qualche giorno. D’altra parte, nemmeno il Nobel resta nella memoria. Si fa fatica a ricordare quello dello scorso anno.

G.M. – Un libro che le è piaciuto?
A.T.
– Ho ricevuto Il Cacciatore Celeste di Roberto Calasso e lo sto leggendo. E’ fascinoso, intelligente, colto, ricco di spunti che si possono anche approfondire. Un lettore si arricchisce tra un rimando a Plotino e uno a Porfirio, tra Nietzsche e Johannes Toepffer, autore quest’ultimo della Attische Genealogie. Non so, nella miserevole situazione della cultura italiana, cosa potranno dire i recensori o i cosiddetti critici; da parte mia posso aggiungere che Calasso dimostra di essere, anche con questo libro, un autore degno della massima stima.

G.M. – Altro?
A.T.
– Ho sul comodino I racconti di Daniele del Giudice, appena usciti da Einaudi, e lui continua ad essere per me la prova che la narrativa continua a vivere. Il suo Nel Museo di Reims contiene la più elegante metafora della morte dell’arte.

G.M. – Un libro che la sta intrigando?
A.T.
– In tal caso le devo confessare che sto litigando e divertendomi con le pagine magistrali di James Evans dedicate alla storia e alla pratica dell’astronomia antica. Questo libro, uscito a Oxford nel 1998, ora è stato tradotto in francese dalla casa editrice parigina Les Belles Lettres e sono stati rifatti tutti i calcoli; anzi è quasi una nuova opera: “Histoire & Pratique de l’astronomie ancienne”. Ci si può esercitare, così come facevano gli antichi greci, con le tavole di Marte o dedicarsi alle teorie planetarie dei babilonesi. Evans, oltre a scrivere una storia documentata e avvincente, invita il lettore a guardare il cielo e a far di calcolo con i mezzi antichi. Pur avendo fatto anche studi di matematica, di questa parte non conoscevo che dettagli.

G.M. – E di Musica?
A.T.
– Non sto leggendo alcun libro, ascolto. Da una settimana mi sto preparando, per un incontro con Daniele Gatti, con l’Ottava e la Nona di Beethoven. Poi tornerò a Mozart. Ho appena ricevuto un cd nel quale, tra l’altro, c’è l’aria per soprano e orchestra Vorrei spiegarvi, oh Dio. Ma per poterla ascoltare come desidero devo avere tempo, assenza di impegni, seccature ridotte al minimo. Il sublime ha bisogno di un animo sgombro.

G.M. – Qualcosa ancora, magari per chiudere…
A.T.
– Ci sarebbe troppo da aggiungere, ma non desidero annoiarla. Ho comperato la scorsa settimana a Londra Tyrants. A History of Power, Injustice, and Terror di Waller R. Newell, della Cambridge, ma non l’ho ancora cominciato; aspetto in agosto l’uscita presso de Gruyter a Berlino di un lavoro di cui ho sentito parlare a Mosca, la raccolta di alcune leggende cristiane dedicate tra le altre a Santa Caterina e Santa Barbara, che furono oggetto di studio nel Quattrocento del domenicano Johannes Kreutzer. Sono tratte da un manoscritto del convento di Santa Maddalena a Strasburgo, a cui ha atteso Natalija Ganina. Mi disse che avrà come titolo “Bräute Christi”, ovvero spose di Cristo.

G.M. – Un augurio?
A.T.
– Cocteau diceva: “Il dramma della nostra epoca è che la stupidità si è messa a pensare”. Speriamo che pensi meno e, soprattutto, che eviti di scrivere libri. O di presentarli in televisione con quelle iniziative “atte a favorire la lettura”. Lettura di che cosa, di grazia?
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Le Interviste di Mamurio:
Carla Fracci: http://www.mamurio.it/costume/carla-fracci-sempre-in-campo-per-la-ricerca-per-la-danza-per-una-compagnia-9769.html
Roberto Bolle: http://www.mamurio.it/costume/si-libra-con-eni-e-si-racconta-a-mamurio-9623.html
Moses Pendleton: http://www.mamurio.it/spettacolo/pendleton-questa-e-la-mia-bothanica-5749.html
Armando Torno: http://www.mamurio.it/cultura/armando-torno-la-cultura-e-il-giornalismo-3-212.html
Armando Torno: http://www.mamurio.it/cultura/un-libro-per-la-sopravvivenza-intervista-ad-armando-torno-9293.html
Eleonora Abbagnato: http://www.mamurio.it/spettacolo/eleonora-tenero-ritorno-al-vittoriale-9966.html
Daniele Parziani: http://www.mamurio.it/spettacolo/parziani-che-emozione-dirigere-%E2%80%9Ci-piccoli%E2%80%9D-9728.html
Graziano Ferrari: http://www.mamurio.it/costume/mamurio-fotografa-graziano-ferrari-1367.html


ADDII


E' morto Giogio Albertazzi all'età di 92 anni nella sua tenuta in Maremma. E’ morto Giogio Albertazzi all’età di 92 anni nella sua tenuta in Maremma.

Si è confrontato sino all’ultimo con le Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar. Portando in scena questo dramma per oltre trent’anni se ne è immedesimato, regalandoci colloqui amari sulla crudeltà della Natura. Giorgio Albertazzi, del quale ricordiamo la sua celebra frase “…io non recito, io sono”, con la sua lunga vita ha potuto preparare con calma la grande carriera d’attore, sedimentando le esperienze più interessanti dalla laurea in Architettura, alle scelte politici durante la seconda guerra mondiale, al suo grande amore per la letteratura e per i classici sino a provare anche sconforto per non aver imboccato la strada del giornalismo e della scrittura. Un mondo che gli apparteva, anche per il lungo sodalizio artistico e sentimentale con la colta e raffinata attrice Anna Proclemer, già moglie dello scrittore Vitaliano Brancati. Per l’interpretazione di Amleto di Zeffirelli chiamato a rappresentarlo all’Old Vic Theatre per 400 anni dalla morte del Bardo, è l’unico attore non di lingua italiana, ad essere ricordato con un ritratto tra i grandi attori shakesperiani al Royal National Theatre di Londra. Ed è stato anche il primo, in tempi non sospetti, a portare la Commedia di Dante sotto forma di lettura al pubblico, l’ultima su Ponte Vecchio a Firenze nel 2014, ma interessante anche quella registrata molti anni fa per la Rai (visibile su www.letteratura.rai.it). Iniziò in teatro nel 1946 diretto da Luchino Visconti nello shakesperiano Troilo e Cressida, ultima sua apparizione nel Mercante di Venezia. Molti i film, tra gli altri L’ultima notte a Marienbad Leone d’oro a Venezia nel 1961 e gli sceneggiati televisivi dove la sua arte istrionica gli ha permesso di regalarci capolavori come l’Idiota di Dostoevskij . Un patrimonio televisivo, per fortuna, possibile da recuperare e trasmettere, si spera, in sostituzione delle tante idiozie albergate nei quotidiani palinsesti. Delle molte rappresentazioni teatrali, quelle hanno vissuto l’attimo della seducente emozione e Albertazzi ne ha regalati tanti che rimarranno indelebili negli animi del fortunato pubblico.


CROLLI E CESSIONI


Clessidra tratta la vendita di Buccellati, il fatturato dell'industria crolla a marzo del 3,6%, i contratti di lavoro non ripartono, crolla anche il lung'Arno... verso il naufragio!? Il Fondo Clessidra tratta la vendita di Buccellati, il fatturato dell’industria crolla a marzo del 3,6%, i contratti di lavoro non ripartono, crolla anche il lung’Arno… verso il naufragio!?

Inondati da una marea perpetua di notizie di ogni genere da parte di tutti i media, sembra che pochi si rendano conto dei segnali di crollo o di fuga che continuano a presentarsi inesorabilmente, a ritmo sempre più serrato e, pare, nel disinteresse più completo. Siamo un popolo di anestetizzati, o forse aspettiamo ormai con ansia la scure finale che ci tolga da ogni sofferenza. L’ultimo segnale è il crollo del lung’Arno nella città del Presidente del Consiglio. Sembra evocare lo stato in cui versa il nostro Paese, come lo sprofondamento di quelle auto, altrettanto evocativo dello stato del lavoro in Italia. E difatti l’Istat questa settimana ci comunica che il fatturato dell’Industria a marzo è crollato del 3,6%, mentre nelle settimane scorse i dati INPS ci avvertivano del fatto che le nuove assunzioni, promesse e sbandierate a seguito delle riforme, sarebbero in realtà al palo se non in regresso.
Il quotidiano Affaritaliani.it riporta poi la notizia della ennesima probabile cessione di un gioiello italiano (uno degli ultimi rimasti italiani, verrebbe da dire) che dovrebbe passare a breve in mano straniera: Buccellati.
Che dire, allora!? Avanti tutta Comandante! …dritti e felici verso il naufragio.

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http://www.mamurio.it/costume/litalia-in-mano-straniera-cronaca-di-una-servitu-annunciata-9954.html


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