FRANCA VALERI


Per i tipi di Einaudi è uscito “La Stanza dei Gatti” di Franca Valeri. Per i tipi di Einaudi è uscito “La Stanza dei Gatti” di Franca Valeri.

Franca Maria Norsa, in arte Franca Valeri, muta il suo cognome negli anni ’50 in omaggio allo scrittore e poeta francese Paul Valery. Come pochi altri personaggi dello spettacolo ha conosciuto e praticato con successo tutti i generi: dal cinema alla televisione, dalla radio all’opera lirica, dal teatro alla letteratura. Maestra d’ironia, soltanto lei poteva pubblicare un necrologio per Alberto Sordi con la battuta che i più ricordano nel film “Il vedovo” (interpretava la parte della donna d’affari Elvira Almiraghi): “Ciao Cretinetti”.
Già, “Cretinetti”. Il povero Sordi, suo marito nel film, industriale megalomane che non ne azzecca una, incarnava magnificamente l’epiteto. E lei glielo concedeva in ogni scena con una capacità unica. O meglio, con quella che in molti ricordano quando la stessa Valeri, con le illustrazioni di Colette Rosselli, moglie di Indro Montanelli, scrive il libro “Il diario della signorina snob”, pubblicato nel 1951 da Mondadori.
Ora di Franca Valeri vede la luce presso Einaudi un altro suo libro: “La stanza dei gatti” (pp. 108, euro 15). In esso addomestica, con ironia e non senza un pizzico di provocazione, proprio il teatro. Pagine che nascono da dialoghi, memorie, che non nascondono le angosce degli esordi, gli scherzi, infinite cose legate a un mondo che è in estinzione. Vi ritrovate Gino Cervi, Marcello Mastroianni, Vittorio Caprioli, altri; o meglio, il grande teatro ma anche un filo che vi porta a quello dei burattini, caro all’autrice fanciulla. Scrive la Valeri: “In tutti questi racconti vedo me stessa seduta in un teatro, mentre in realtà io sono quasi sempre stata dall’altra parte”. Anche perché, confessa la brava e intelligente Franca: “Ogni volta che mi illudo di incontrare quel signore che ritengo sia il teatro, mi rendo conto di vivere la più bella illusione della mia vita”.

http://www.einaudi.it/libri/libro/franca-valeri/la-stanza-dei-gatti/978880623612


MILANOLTRE


Un mese di DANZa e più per l'Edizione del 2017 del Festival Milanoltre, al teatro Elfo Puccini di Milano. Un mese di Danza e più per l’Edizione del 2017 del Festival Milanoltre, al teatro dell’Elfo Puccini di Milano.

E’ lunga un mese la 31esima edizione dell’ormai tradizionale Festival di danza contemporanea MilanOltre, alloggiato ai teatri dell’Elfo Puccini. Moltissime le proposte, nove prime nazionali, che danno spazio ad artisti consolidati e a nuove proposte. La partenza è stata ad appannaggio di un revival di Anne Teresa De Kkeersmaeker, Leone D’oro a Venezia. La sua compagnia ha presentato Rosas danst Rosas, spettacolo cult che ha dato poi il nome alla sua compagnia. A distanza di anni, se si sente l’importanza della prima parte che ha codificato poi per tutte le compagnie la struttura ripetitiva del gesto, è la seconda che risente meno del tempo e anche dello spazio creativo che l’allora interprete Anne Teresa si era data. Con ospitalità internazionali, oltre al Belgio, il Canada presente anche con Louise Lecavalier, è lungo e interessante il panorama italiano che viene presentato. Dalla compagnia catanese di Roberto Zappalà , Enzo Cosimi, Fabrizio Favale con un doppio programma, la Fattoria Vittadini, Ariella Vidach con Habitdata e Susanna Beltrami che chiude il Festival con Io sono il bianco del nero dal 27 al 29 ottobre.


DANZA&DANZA


Festival MiTo. TorinoDanza. Gala del Premio Danza&Danza. Festival MiTo. TorinoDanza. Gala del Premio Danza&Danza. Timofej Adriashenko. Foto Viola Berlanda.

All’interno di MiTo e all’interno di TorinoDanza, edizione 2017, si è svolto a Torino nella cornice del Teatro Carignano il Gala del Premio Danza&Danza, la rivista inventata da Mario Bedendo e da qualche anno rivisitata e diretta con piglio contemporaneo da Marilù Buzzi. E’ ancora lei con la sua schiera di collaboratori a individuare gli emergenti della nuova danza, i coreografi e le produzioni che si sono fatti notare durante l’anno 2016. Per spettacoli il classico Lago dei Cigni di Ratmansky presentato dalla Scala e i contemporanei ex equo, Three di Ohad Naharin con la Batsheva Dance Company e Biophony per la coreografia di Alonzo King, con la sua compagnia. Poi ecco gli interpreti consolidati: Iana Salenko, prima ballerina dello Staatsballett Berlin, Rosario Guerra della Gauthier Dance, Timofej Andrijanshenko della compagnia della Scala e Denis Rodkin, primo ballerino del Teatro Bol’šoj. Premiati i giovani che si sono distinti, Susanna Salvi del Corpo di Ballo dell’Opera di Roma, Alessandro Staiano, del Corpo di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli e Martina Arduino del Teatro alla Scala di Milano. Marco Goecke è il coreografo premiato, mentre Bliss, ha ricevuto il premio come miglior produzione italiana e un premio anche ai danzatori all’estero, i migliori, Jacopo Bellussi che danza all’Hamburg Ballet e Dario Rigaglia ai Ballets C. de la B. Il premio alla carriera è andato a Cristina Bozzolini, fondatrice del grande Balletto di Toscana e direttrice poi per anni dell’Aterballetto, mentre il palmares in memoria del critico del Corriere della Sera Mario Pasi per la diffusione della cultura della danza, è stato attribuito a Nexo Digital, per le dirette al cinema con il Royal Ballet. Una bella festa dunque, applauditissima, ma di quelle faticose da costruire e da portare a termine, che però appagano per l’entusiasmo del pubblico, per la gioia dei ragazzi di danzare in una serata tutta per loro. E allora ecco presentata da Francesca Pedroni la serata che ha visto Timofev Andrijanshenko , il più applaudito nella coreografia della Frassinelli, ben accolto naturalmente anche l’estratto da Bliss e Dario Rigaglio, ottimo il Nijinskij del napoletano Rosario Guerra, e il passo a due presentato dalla compagnia Batsheva. Un format questo Gala che sarebbe graditissimo su più piazze italiane, anche per diffondere l’eccellenza e quindi formare un pubblico competente. Attorno al Gala si dipana in queste settimane TorinoDanza , l’importante manifestazione autunnale che si è aperta con Roméo et Juliette di Angelin Préliocaj e che presenta sino al 1 dicembre compagnie internazionali con brani firmati anche da Trisha Brown, Hans van Manen, Lucinda Childs, Jiri Kylian, Nacho Duato, Hofesh Shechter, Cristiana Morganti, Emio Greco, Ohad Naharin.

www.danzaedanzaweb.com
www.torinodanzafestival.it


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