ATERBALLETTO


Tempesta di Scota. Aterballetto, al Teatro Strehler di Milano. Tempesta di Giuseppe Spota. Aterballetto, al Teatro Strehler di Milano.

Diretto da quasi un anno da Gigi Cristoforetti, l’Aterballetto, la più importante compagnia di contemporaneo italiana, è approdata a Milano al Teatro Strehler presentando la novità del coreografo Giuseppe Spota, Tempesta. Alla presenza di una emozionata e dolcissima Giulia Lazzarini, la celebre Ariel della storica Tempesta strehleriana, ha preso avvio l’ultimo lavoro di Shakespeare, quello più struggente di tutta la sua ampia produzione. Prospero e Antonio prendono vita in questo lavoro coreografico in un filmato 8mm. Bimbi che giocano, già consapevoli però dei loro futuri ruoli, che si capovolgono e subito in scena è un gioco di specchi. Riflessi che si fanno poi acqua, tempesta e emozione con la musica di Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro e di tutta la sua numerosa équipe. Prospero e la piccola Miranda arrivano all’isola di Calibano dopo un pas de deux  di grande impatto fisico che scuote lo spettatore, catturando con veemenza la sua attenzione. Ottimi tutti gli interpreti dal Prospero di Hektor Budlla, dolcissimo padre, all’infantile e curiosa Miranda di Martina Forioso con l’innamorato Ferdinando di Giulio Pighini. Il cattivo Antonio di Damiano Artale e la magica quanto animalesca Ariel di Serena Vinzio e poi Calibano. E’ naturalmente Philip Kratz a interpretarlo con la sua forza espressiva. Bella l’idea che guidi il gruppo di indigeni in una danza tribale di saluto ai naufraghi, come la curiosità infantile di Miranda per Calibano. Nei 70 minuti di questo affresco dai colori rapiti più alla terra che al mare, dominano  passioni dalle più intime al perdono finale, sempre suggeriti dai passi, alfabeto minimal del canovaccio rielaborato da Pasquale Plastino. La musica sembra coniugare i vari passaggi, le sonorità più affascinanti però si sciolgono troppo in fretta lungo il racconto. E la danza si impone con una forza strisciante, mai protagonista ma co-protagonista di un lungo racconto al quale la magia, con la sua impalpabilità, sembra a tratti assente. La compagnia da Milano inizierà un anno molto impegnativo con una forte presenza, e con spettacoli differenti, sia nelle città italiane che all’estero. E dopo questo approdo di Aterballetto al teatro, è attesa la sua esplorazione verso la musica con Bach Projet che sarà presentato a settembre per il Festival Mito a Torino e a Milano.

Aurora Marsotto


ONDANCE


Roberto Bolle e la settimana della danza di MIlano. Roberto Bolle e la settimana della danza di Milano, alla sua prima edizione.

Si è aperta Milano la settimana della danza promossa da Roberto Bolle che, nei suoi intenti, vorrebbe coinvolgere secondo le diverse preparazioni e amori, più gente possibile. Pronta è la seconda edizione che si avvarrà delle correzioni di questo numero zero che si concluderà il 17 giugno. Portare la danza fuori dai Teatri non è un’idea nuova, ne furono promotori e testimoni già Bèjart, Roland Petit, per non parlare di tutta l’avanguardia americana e non da ultima Carla Fracci. Ma di questi tempi, di questi anni e legata a un nome così celebre, sì. E’ una novità della quale la danza aveva bisogno. Mille sono le manifestazioni che ogni città e paesino italiano propongono durante l’anno, ma questa settimana a Milano ha un valore simbolico e in un certo senso anche diverso: non ci sarà nessun concorso di danza, ma lezioni a vari livelli di varie discipline che coinvolgeranno dai tre anni in su, senza limite. Perché la danza non ha limiti. Poi spettacoli dove protagonisti come la sera di giovedì 14 all’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele -trasformata in milonga- accoglierà i tangueros milanesi e si attende anche una incursione di Roberto Bolle, il quale ha promesso, non solo di esibirsi agli Arcimboldi mercoledì 13 (con repliche sino al 17) con il consueto spettacolo Roberto Bolle and Friends, ma anche di essere presente nelle varie manifestazioni. Anche per tastare il polso di questa nuova offerta. Vari gli inusuali palcoscenici che accoglieranno i danzatori, dalla Bicocca per tutta la settimana che si trasformerà in cypher per gli appassionati di Hip hop, organizzato con esibizioni e lezioni di BreakDance, Popping e House, con il sostegno della Redbull, poi il contest sabato 16 in Piazza Duca d’Aosta dalle 18. Gli amanti dello Swing sono attesi poi sabato 16 allo Spirit de Milano, via Bovisasca. La sbarra di classico sarà agli Arcimboldi per i selezionati, primo maestro lo stesso Bolle, per le open class tutti al Burri del Parco Sempione. Sempre al Burri la sezione contemporanea e il giocodanza dei più piccoli. Infine una ventina di proiezioni del film Roberto Bolle, l’arte della danza di Francesca Pedroni in vari cinema milanesi. La mappa per orientarsi è su www.ondance.it e www.redbull.com.


PULCHRA MINIMA


Emanuela Tagliavia. Pulchra minima. Emanuela Tagliavia. Teatro San Gerolamo di Milano. Pulchra minima.

Emanuela Tagliavia coreografa, dalla lunga carriera scaligera, firma Pulchra Minima , la rassegna di danza contemporanea italiana in scena con più coreografie per quattro serate al Teatro Gerolamo di Milano sino all’8 giugno. Chiude la stagione in questo prezioso scrigno, con 150 anni alle spalle di importanti stagioni di prosa e musicale e restituito alla città dopo un importante restauro. Il tema: il sogno nell’accezione della scuola surrealista e il rapporto spazio(minimo)e narrazione, è affidato a coreografi italiani, operanti anche all’estero. Le prime due serate hanno visto rappresentare Lamentate Trio con la coreografia di Mattia Russo e Antonio de Rosa, che hanno fondato in Spagna la compagnia Kor’sia. E’ seguito il brano Désassemblage di e con Tiziano Portas, poi Murmuration della direttrice Emanuela Tagliavia sulla musica dell’Aprés-midi d’un faune di Debussy e la chiusura con Yellowplace, sempre di e con Mattia Russo e Antonio de Rosa. Potente il primo brano presentato anche con la danzatrice Giulia Russo che ci introduce in un mondo in bianco e nero dove solo la comunicazione con l’altro può portare alle sfumature dell’animo. Intensa l’interpretazione, perfetta sulla drammaturgia di Maria Velasco Gonzales. E’ seguita la performance di Tiziano Portas, dotato di intensa comunicazione, ma anche di un fisico che necessita di grandi spazi e grandi respiri. Poi ecco Emanuela Tagliavia che declina con sensibilità la duplice natura della donna nel suo Murmuration. Due le sue protagoniste, Martina Dalla Mora e Giulia Lunardi sul celebre brano di Debussy, che per una volta mette all’angolo il Fauno, e propone l’universo femminile proiettato sul Novecento. La serata si è conclusa mantenendo l’intensità del tema, ma colorandola con malinconia e pizzichi di humor. E’ Yellowplace, storia di oggi, dolce e struggente, costruita e danzata con grande intensità da Antonio de Rosa e Mattia Russo. Tre artisti con Giulia Russo, da seguire con interesse. Il 7 e 8 giugno chiude la rassegna con Avida Dollars della Compagnia AMR Teatro Danza per la coreografia di Alessio Maria Romano. Seguirà Inerzia, in collaborazione con Eko Dance International Project per la coreografie di Paolo Mohovich. Infine
Entre Temps (estratto) della Compagnia Linea D’Aria con coreografie di Alex Sander dos Santos e Danila Massara. E Murmuration sarà rappresentato anche nel cortile del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano Milano il 21 giugno prossimo nella bella rassegna estiva nella serata dedicata a Debussy, ospite Luciana Savignano.

Aurora Marsotto


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