WINTERREISE ALLA SCALA


Teatro alla Scala di Milano. In anteprima mondiale Teatro alla Scala di Milano. In anteprima mondiale Winterreise di Franz Shubert. Coreografie di Angelin Prelijocaj.

Prima mondiale alla Scala con Winterreise di Franz Shubert, firmato dal coreografo franco-albanese Angelin Preljocaj. Serata tutta soffusa da una intensa emozione che ha ghermito il pubblico alla prima nota del pianoforte di James Vaughan, all’intonazione del primo Lieder di Thomas Tatzl che al centro del palcoscenico ha dato avvio anche ai primi movimenti dei dodici, bravissimi, interpreti scaligeri. Lo spettacolo si dipana sul tessuto originale, pianoforte e voce per ventiquattro Lieder, composti da Franz Schubert nel 1827, ormai consapevole della morte vicina, che sarà l’anno successivo.  Sulle parole di Wilhelm  Müller si dipana l’ultimo viaggio dell’artista attraversato dall’amore che si scioglie, dai dubbi sul dopo, dal dolore fisico e da quello provocato dalla perdita di tutto ciò che ha assaporato nella sua breve vita. Sono meravigliose pennellate di musica e di parole che Angelin Preljocaj ha saputo trasformare in passi, seguendo attentamente il significato di ogni brano e trasformandolo attraverso gruppi, assoli e duetti in un racconto dolcemente dolente. E’ proprio la dolcezza il fil rouge dello spettacolo, la ritroviamo subito nell’intonazione della voce del baritono  e  nelle note lasciate evaporare da Vaughan, poi nelle braccia morbidissime di tutti i giovani interpreti che disegnano arabeschi antichi e sinuosità contemporanee. Grande e importante il lavoro di Preljocaj, applaudito per nove minuti da un pubblico al buio della sala e seduto composto.  Winterreise è la novità scaligera della stagione danza e si colloca nella sezione “danza da camera”, voluta dal Sovrintendente Pereira al suo arrivo. E questo spettacolo è senz’altro il migliore presentato negli anni in questo spazio che vuole creare, come ci ha sottolineato anche lo stesso Preljocaj, un triangolo artistico-emotivo tra gli interpreti e quindi la danza, la musica e il pubblico. Spettacolo perfettamente riuscito anche per i colori che delineano costumi minimal, ma non troppo, creati dallo stesso coreografo. Interessante lo spazio scenico di Costance Guisset al servizio della coreografia, meno incisive le luci di Eric Soyez. A sipario chiuso, un minuto di silenzio ha ricordato con il Direttore del Ballo Frédéric Olivieri, l’étoile Roberto Fascilla, scomparso il giorno precedente. Danzatore prezioso e di importante presenza ha danzato per un trentennio da protagonista il grande repertorio per poi dirigere il Ballo all’Arena di Verona, al Comunale di Bologna, del Teatro San Carlo di Napoli. Più di 670 rappresentazioni l’hanno visto in scena dal 1953 al 1979. Partner di grandi stelle della scena mondiale, come Carla Fracci in platea commossa.

Aurora Marsotto


LETTURE


Quella volta che Per i tipi di Daniela Piazza Editore, è uscito: “Quella volta che il circo arrivò a Orta. Di Laura Travaini.

Sono quelli del circo Gallareto che giunge a Orta alla fine del ’43, quando il piccolo borgo di San Giulio è ancora stretto dalla guerra partigiana. Qui lo precede una giornalista romana al confino che, arguta e curiosa, conquista prima la fiducia degli abitanti poi quella degli artisti del circo e infine anche l’amore di Anacleto, il direttore del circo. A lei tutti aprono la loro scatola umana, piena di sogni, ricordi e desideri. E’ una umanità, quella lacustre e quella d’arte che Laura Travaini, compone come una grande margherita dove i personaggi ne sono i petali. Ognuno separato dall’altro eppure importante, unico alla composizione. L’autrice, oggi una dei più vivi, sensibili e intraprendenti, abitanti di San Giulio ha fondato con altri scrittori e chef stellati l’associazione Scrittori e Sapori, con lo stesso spirito dei grandi scrittori che l’hanno preceduta nella storia di questo magico angolo di Piemonte. Personaggi del luogo e venuti da lontano tutti attratti dalle acque lievemente argentee, che portano alla meditazione.

Laura Travaini, Quella volta che il circo arrivò a Orta, Dianiela Piazza Editore.


INCONTRI 2019


Aurora Marsotto incontra Anjolin Prejocagi. Al Il nostro Direttore Aurora Marsotto ha incontrato Angelin Preljokaj all’Institut Français di Milano. Le due foto dell’evento sono di Zaniboni e De Luca.

Incontrare il coreografo franco-albanese all’Institut Français di Milano è stata una importante occasione per avvicinarci al suo meta-progetto creativo. Grazie anche a un suo schizzo trovato tra le pagine di un libro è stato ancora più interessante calarci nel suo mondo, nelle sue idee e nelle sue emozioni. Persona schiva, intelligente, crea per la sua compagnia nel Centro Coreografico Nazionale di Aix en Provence del quale è direttore, ma abbiamo capito che crea molto per se stesso. Ama seguire i suoi interessi culturali e li coniuga al suo lavoro. Ama l’arte, è un buon disegnatore, ricordiamo La Fresque. Ora sta riprendendo gli studi matematici, ama la letteratura e la filosofia e alcune sue opere ne sono intrise. Come il Barocco, nella musica e nell’arte, ricordiamo le Parc, La Stravaganza, Larme Blanche. Vi aggiunge creazioni narrative, come i celebri e amatissimi Romeo e Giulietta e Blanche Neige, anche quest’anno in tournée. Lo emoziona il racconto nel quale la componente sensuale ha a volte – è il caso Les Nuits ispirato a Le Mille e una Notte – forme di protagonismo esotico o intenso e quasi brutale come in Liqueur de Chair. Non fa mancare emozioni, quindi, né a se stesso né a pubblico, che lo ripaga con quarant’anni di affezione. E’ a Milano per creare la novità per il Teatro alla Scala, Winterreise, i 24 lieder di Schubert in versione originale pianoforte e voce. Non è la prima volta di Milano, città che ha visto alcune delle sue migliori opere in scena, anche con i ragazzi scaligeri. Ama la gioventù, soprattutto nei corpi e con questa materia sperimenta e crea. Di questo si è parlato lungamente durante questo incontro condotto da Aurora Marsotto, direttore della nostra testata. L’abbiamo visto indicare nelle immagini dei suoi schizzi certe ricorrenti posizioni dei suoi danzatori e qui ci siamo sentiti partecipi delle sue idee, dei suoi momenti creativi. La platea affollata attentissima seguiva le sue parole e i suoi segni, che sicuramente riconosceremo in Winterreise, perché entreremo, questa volta con il  primo Romanticismo, nella sua sfera di ricerca anche sensuale, ripetuta 24 volte in più combinazioni come un’operazione matematica che cerca il suo risultato, Preljocaj ne cerca il movimento coreografico puro e qualche importante risposta. La rincorrerà anche il prossimo giugno al Festival di Montpellier presentando un lavoro che sta creando a Aix en Provence con un gruppo di carcerati locali, che hanno chiesto, dopo aver assistito a qualche sua messa in scena, di poter parteciparvi da protagonisti.

Ruggero Rucellai


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