TEATRO PONCHIELLI


csm-bill-t-jons La Arnie Zane Company di Bill T Jones al Teatro Ponchielli di Cremona.

Unica tappa italiana, al Teatro Ponchielli di Cremona, la compagnia americana di Bill. T. Jones/Arnie Zane Company, ha ricevuto una convinta standing ovation dall’emozionato pubblico al termine dalla sua performance. Sostenuto dal quartetto d’Archi Noûs, lo spettacolo è l’esempio di quanto la musica dal vivo, anche in piccola compagine, possa fare la differenza ed offrire momenti vibranti di perfetta unione tra danzatori e pubblico. Il primo brano Play&Play (2013) su musica di Ravel ci porta a concentrare l’attenzione su una distribuzione spaziale particolare: rettangoli orizzontali e verticali costruiti con i corpi dei danzatori che, come nei ritratti o nelle scene d’insieme, entrano ed escono da essi. Splendida compagnia multiculturale, ben amalgamata, a creare un gioco simbolico fatto di prese perfette, cadute e acrobatismi, mai fini a se stessi. Il lessico sa essere forte e morbido, quello che Bill. T. Jones sfodera da più di trent’anni, ma che oggi sembra più interessante e profondo. Ma è in Story, quando l’orchestra sale in palcoscenico e la musica di Schubert ghermisce direttamente i danzatori, che il pubblico si sente completamente partecipe sino ad essere travolto dai loro vortici, dalle loro spirali, dalla loro energia, e allora è Danza per tutti. Splendida serata quella di Cremona con questa unica tappa italiana incastonata nel programma di CremonaDanza, che chiude il 19 aprile con una novità di Philip Kratz dal titolo Phoenix presentata dalla compagnia Aterballetto.

Aurora Marsotto


TEATRO GEROLAMO


emanuela-tagliavia-luminare-minus-luciana-savignano-federico-sangalli Luciana Savignano in Luminare Minus di Emanuela Tagliavia nei costumi di Federico Sangalli con le musiche di Gianpaolo Testoni.

E’ capitato ancora una volta, ed è stata subito magia. Quel Luminare Minus che Emanuela Tagliavia ha creato al Museo della Scienza di Milano qualche anno fa in onore di un frammento lunare esposto, complice una magnetica Luciana Savignano in abiti e mantello di Federico Sangalli, ha di nuovo impressionato il pubblico al Teatro Gerolamo di Milano. Un teatro di tradizione familiare, nato all’interno di un palazzo del centro di Milano e restituito al pubblico ancora più raffinato scrigno di grandi magie. E queste si sono avverate l’altra sera con l’inaugurazione della rassegna di danza del cartellone (che prevede anche musica, prosa e marionette Colla). Con Luminare Minus, presentato anche dai danzatori di Emanuela Tagliavia, si è unito il brano inedito, Funambolia, una visionaria performance che oltre a Luciana Savignano ha offerto momenti di intensa emozione per la stessa Tagliavia, un surreale e femminile Pierrot, perfetto per interpretare quella linea rarefatta che unisce destini e equilibri. E tutto questo unito all’itinerario di Luminare, tra mito e scienza, Ecate e Selene, hanno reso ampio e magico il piccolo palcoscenico, dimostrando che è la sostanza di quello che si rappresenta che fa la grandezza di uno spettacolo.


ARTHUR MILLER


Per i tipi di Einaudi esce in nuova Edizione "La discesa da Maunty Paiton" di Arthur Miller. Per i tipi di Einaudi esce in nuova Edizione “La discesa da Mount Morgan” di Arthur Miller. A cura di Masolino D’Amico.

Scrittore, drammaturgo, pubblicista nel senso lato del termine, Arthur Miller (1915-2005) è noto per i suoi drammi (“Morte di un commesso viaggiatore” conobbe una vera popolarità) ma anche per il matrimonio con Marilyn Monroe, che si chiuse nel 1961 con un divorzio. Lungi dall’elencare le cause che minarono questa unione, diremo soltanto che ora ritorna nella collezione di teatro di Einaudi, a cura di Masolino d’Amico, un suo dramma: “La discesa da Mount Morgan” (la prima edizione, nei Supercoralli Einaudi, è del 1992; quella appena uscita, poco meno di 100 pagine, costa 12 euro). E’ la vicenda di un assicuratore, Lyman Felt, che, in seguito a un terribile incidente, riprende conoscenza e trova due mogli al suo capezzale. L’una ignorava l’esistenza dell’altra. Lui cerca di spiegare qualcosa alle signore lì convenute ma, ancor più, vorrebbe capire lui stesso cosa ha combinato nella vita. Inevitabilmente è un’opera che il lettore immagina specchio dell’esistenza di Miller, intellettuale di origini ebraiche il quale, dopo il divorzio da Marilyn, si sposò nel 1962 con la fotografa austro-americana Inge Morath, dalla quale avrà due figli: Rebecca (poi moglie dell’attore Daniel Day-Lewis) e Daniel. Quest’ultimo, nato nel 1966, verrà ripudiato da Miller giacché afflitto dalla Sindrome di Down, e chiuso in un istituto. Lo scrittore non lo volle rivedere più, almeno fin quando Daniel riuscì a incontrarlo a un congresso. Preso allora da forti sensi di colpa e prossimo a morire, il padre lo citerà nel testamento. L’intera vicenda si conobbe nell’agosto del 2007, scatenando puntuti giudizi e polemiche. La triste vicenda è ricordata nel film di Pedro Almodóvar “Gli abbracci spezzati”.


xxx