ANNIVERSARI


La Cultura italiana festeggia i 90 anni di Beppe Menegatti. La Cultura italiana festeggia i 90 anni di Beppe Menegatti.

E’ la memoria lucida della vita artistica italiana degli ultimi settant’anni e la racconta sempre con nuovi e acuti aneddoti a chi ha curiosità e intelligenza per apprezzarlo.  Beppe Menegatti nasce a Firenze circondato dalla storia, dalla bellezza e da un gruppo di amici che negli anni prendono strade diverse, ma teatralmente simili quanto importanti: Paolo Poli, Franco Zeffirelli, Ferruccio Soleri e attorniati da quel Maggio Musicale, calamita potente. Poi lo studio all’Accademia Nazionale Silvio d’Amico di Roma, i primi lavori e l’incontro con Luchino Visconti che segnerà quell’importante sodalizio artistico determinante per la sua carriera. Carla Fracci appare al celebre regista e al suo aiuto, Menegatti, già nel marzo del ’55 per la serata dei Diplomi al Teatro alla Scala, ma è in una sala del Ballo, proprio in compagnia di Visconti -si preparava Mario e il Mago- che Menegatti si accorge più intensamente di Carla Fracci. La sua bellezza colpisce entrambi. Ma per Beppe sarà l’amore della vita. I 55 anni di matrimonio li festeggeranno il mese prossimo con l’importante genetliaco dell’unico figlio Francesco. Il loro incontro e quello dell’entourage viscontiano modificano mano a mano le loro scelte e modella pienamente la teatralità di Carla. Menegatti si dedica a lei consigliandola, scrivendo sceneggiature, scegliendole le mise più adatte e poi quel total white che aiuterà a farne l’icona della Danza italiana. Conoscitore attento dei meccanismi teatrali, affianca alle molteplici regie operistiche per i grandi teatri, la creazione di drammi danzati dedicati a celebri eroine che trovano in Carla Fracci la protagonista ideale. Sanno estraniarsi nella campagna toscana, ma sono anche i protagonisti della vita glamour dei dopo-teatro e così ecco le passeggiate serali con Callas, Meneghini e Onassis a Venezia o pomeridiane a Montecarlo. Innumerevoli i personaggi che hanno popolato la loro vita, le cene a Milano con il giovane Riccardo Muti o gli incontri all’Hotel Duomo con Leonard Bernstein. Più di mezzo secolo di vita brillante, sempre però improntata a creare nuove strade per l’arte e a portarla in palcoscenico senza smettere nemmeno oggi. Ultimo spettacolo, per ora, lo scorso 1 settembre al Teatro Romano di Benevento con il Balletto e l’Orchestra della città diretta da Beatrice Venezi. Con l’introduzione di Giancarlo Giannini, Beppe Menegatti ha ideato il ricordo di Carla Fracci per Federico Fellini nel suo centenario. Ha fatto apparire palpabili, raccontandone i dietro le quinte, lo stesso Fellini, Nino Rota, la Masina perché dal loro incontro è nata La Strada in versione danzata, che ha regalato a Carla quella magnifica Gelsomina così diversa eppure così bella, struggente e ugualmente perfetta, come quella interpretata dalla Masina. Quanto l’apporto menegattiano in questo balletto e quanto nella creazione della Strepponi-Fracci per il Verdi televisivo? Con la danza e pensando a Carla ha modellato balletti del genere drammatico, un aspetto del teatro-danza molto italiano, dai colori accesi, dalla drammaturgia intensa. L’elenco sarebbe qui troppo lungo da scrivere, più interessante ascoltarne i suoi flashes che si offrono sovente al pubblico.


ARENA DI VERONA


Arena di Verona. Sergei Polunin per la prima mondiale di "Romeo & Giulietta". Arena di Verona. Sergei Polunin per la prima mondiale di “Romeo & Giulietta”.

L’attesa non è andata delusa. Il balletto Romeo&Giulietta, nella nuova versione ideata e interpretata dal celebre danzatore ucraino Sergei Polunin, proposto come chiusura al Festival della Bellezza, ha ricevuto calorosi consensi dai diecimila spettatori che affollavano l’Arena. Tutti già predisposti a emozionarsi al fascinoso Sergei che non si é risparmiato, proponendo la sua bella tecnica e adattandola al luogo e alla storia. Il coreografo (e danzatore) Johan Kobborg ha concentrato il balletto in poco più di un’ora sacrificando scene importanti, ma creando buoni assieme per la bella compagnia, per il Mercuzio di Valentino Zucchetti in forza al Royal Ballet e soprattutto per Alina Cojocaru, celebre danzatrice e sua sposa. Le scene di David Umemoto, visual artist canadese, hanno il pregio di offrire più piani spaziali alla coreografia senza perdersi nella grande misura dell’anfiteatro romano, anzi riuscendo a convogliare lo sguardo anche dei più lontani spettatori sui momenti importanti del dramma shakespeariano. Polunin, l’artista che si è costruito in una decina d’anni il ruolo d’esponente virile della danza libera e ribelle, nei numerosi incontri ha presentato questo suo Romeo&Giulietta come una versione nuova e più vicina alla sua generazione. Ed essendo Sergei anche un ottimo manager di se stesso, ecco questa versione più breve dell’originale e su nastro. La confezione è export, ma Polunin l’ha trasformata subito in evento imperdibile dell’estate 2019, per la prima mondiale all’Arena di Verona e per un parterre di importanti ospiti. Il pubblico, come si è detto, l’ha apprezzata e molto, ma forse non completamente, mancando i maxi schermi che Roberto Bolle, ad esempio, ama avere nei suoi spettacoli per grandi spazi. Ma non importa, con Polunin non occorre spigolare troppo sui brani che ultimamente si crea e propone, troveremmo parecchia ingenuità, un vocabolario coreutico poco ampio, una lettura storica poco approfondita. Ma si accorre per vederlo, per emozionarsi con lui alle sue pirouettes, ai suoi gesti enfatici che tradiscono, a dispetto delle sue intenzioni, qualcosa di antico ed eterno.

Ruggero Ruccelai


MONTECARLO


Forum Grimaldi di Montecarlo. La Mégère Apprivoisée di Christofle Maillot. Alessandra Tognoloni e Francesco Mariottini. Foto Alice Blangero. Forum Grimaldi di Montecarlo. La Mégère Apprivoisée di Jean Christophe Maillot. Alessandra Tognoloni e Francesco Mariottini. Foto Alice Blangero.

I Balletti di Montecarlo al ritorno della loro lunga e applauditissima tournée in Asia e in Australia, hanno presentano dal 26 al 28 luglio nella Sala dei Principi al Forum Grimaldi la bella Mégère Apprivoisée, la Bisbetica Domata in una versione glamour, minimalista e con un tocco di musical, com’é nella vena di Maillot. Ottimi gli interpreti che danno sempre una splendida dimostrazione di versatilità artistica. A loro si deve il grande successo di questo lavoro che ha vinto tre Maschere d’Oro ed è stato già applaudito in molti teatri. Il gioco shakesperiano è rivisitato non sempre in chiave grottesca e sagace. Intense e sensuali sono le scene d’amore. Spesso però prevale l’irruenza fisica e in questo momento storico vedere Caterina e Petruccio prendersi non solo a schiaffoni, reca un po’ di fastidio anche se gli interpreti sono atleticamente superbi. Ma le pagine di Dimitri Shostakovich, jazzate e riorchestrate da Igor Dronov, sostengono tutto il tessuto coreografico con quella sofisticata linearità che ben riconosciamo anche alle scene di Ernest Pignon-Ernest, alle luci di Dominique Drillot e ai costumi di Augustin Maillot, compagni delle mille avventure di Maillot.

Aurora Marsotto


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