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L’OperaEstateFestival di Bassanondel Grappa giunge alla sua quarantesima edizione. L’OperaEstateFestival di Bassanondel Grappa giunge alla sua quarantesima edizione.

Uto Ughi ha spento le quaranta candeline che festeggiano la lunga tradizione di OperaEstateFestival di Bassano del Grappa con i Solisti Veneti in un concerto dedicato alle musiche di Bach, Rossini, Albinoni e Tantardini. Poi sarà la volta di Luciana Savignano che guida una compagine di danzatori italiani tra i nostri migliori, Alessio Carbone, Nicoletta Manni, Timafej Andrijaschenko, Claudio Coviello e Vittoria Valerio. Per loro il coreografo Massimiliano Volpini ha coniugato pagine di danza dedicate all’amore, dalla favola ai giorni nostri interpretati anche da Philippe Kratz e Ivana Mastroviti e dal significativo titolo Di quell’amor ch’è palpito. E sino a settembre ancora musica classica e jazz, danza e teatro che a settembre vedrà in scena Lella Costa per un omaggio a Franca Valeri e Toni e Beppe Servillo.

www.operaestate.it


CIRCO MASSIMO 2020


Rigoletto. Circo Massimo. Roma. Rigoletto. Circo Massimo. Roma.

Da Caracalla al Circo Massimo. Trasloca il Teatro dell’Opera in questa strana estate dove si cerca di obbedire alle tante restrizioni e alla gran voglia di tornare in scena. Qui a Roma si è lavorato di fino e il programma di quest’anno -dato il momento- è sicuramente buono e azzeccato. Il nuovo palcoscenico, un luogo ideale di 1500mq, ospiterà opere e balletti dal 16 luglio al 13 agosto per una platea da 1500 posti. Numeri stratosferici per quest’anno. Il primo ad andare in scena è stato Il Rigoletto con un parterre de roi: Presidente della Repubblica, cinque ambasciatori e alte nostre rappresentanze, non che la diretta su Rai5. Alta la curiosità per questa trasposizione nella nuova versione di Damiano Micheletto, con la celebre opera di Verdi calata in una balorda periferia anni’80, fatta di pochi elementi scenici -per mantenere le distanze- e effetti speciali live. Il tutto sotto la bacchetta di Daniele Gatti. L’opera rappresentata su tre piani visuali: spettacolo, filmati live di tre operatori steadycam e clip preregistrate -ben dosate questi ultimi sul maxischermo- ha premiato soprattutto la figlia di Rigoletto-Roberto Frontali-, Gilda interpretata col dolce freschezza da Rosa Feola, alla quale i primi piani hanno molto donato come la sua intensa voce. Secondo titolo del cartellone, dal 22 luglio, sarà Il barbiere di Siviglia. Seguirà il 25 luglio la prima assoluta di un nuovo balletto dal titolo Le quattro stagioni, musica di Vivaldi, nella coreografia di Giuliano Peparini che l’ha creato per il balletto del Teatro, con una parte recitata da Alessandro Preziosi. Danzeranno con la compagnia, Rebecca Bianchi e Alessio Rezza. Poi, il 31 luglio, si passerà all’operetta. Esecuzione in forma di concerto de La Vedova Allegra diretta da Stefano Montanari. Chiuderanno il cartellone due preziosi recital: il 6 agosto canterà Anna Netrebko e il 9 Yusif Eyvazov diretti dal maestro Jader Bignamini. Tutti gli spettacoli si replicheranno sino a Ferragosto, da consultare il tutto sul sito del Teatro dell’Opera.
www.operaroma.it 

A. M.


ENNIO MORRICONE


Il mondo saluta Ennio Morricone. Il mondo saluta Ennio Morricone.

Potrebbe iniziare così il racconto della ricca vita artistica di Ennio Morricone, oggi già in dialogo con Mozart e Beethoven, desiderio che aveva espresso solo pochi giorni fa sentendo arrivare la fine della sua avventura umana. Studi classici, diploma al Conservatorio Santa Cecilia in tromba e in composizione. Il musicista ancora studente scrive “stacchetti” per il teatro di rivista, non disdegna la musica pop, scrive melodie divertenti per Vianello, Abbronzatissima, Pinne Fucile ed occhiali o la romantica Sapore di sale per Gino Paoli, o ancora di lignaggio vocale, Se telefonando per Mina. E abbiamo ricordato il minimo di questa collaborazione con il mondo delle canzoni. Poi è il momento delle creazioni musicali che lo proiettano nel firmamento cinematografico. Ma nulla è per caso. Sergio Leone era stato suo compagno di giochi e di scuola, e naturalmente l’amico per il quale scrivere la musica dei suoi film western, dove Morricone si divertiva con grande maestria a inserire grandiosi effetti speciali, come l’urlo del coyote o il fischio del treno, spesso portando all’estremo il suono della tromba, strumento amatissimo che il padre gli fece conoscere. Poi a cascata arrivarono i brani, circa cinquecento, per tutti gli altri registi, dai più celebri italiani Tornatore e Bertolucci, agli stranieri che gli portarono l’Oscar come Tarantino e un secondo Oscar alla Carriera. Vincitore di due Golden Globe e di quattro Grammy, non contando cinque nomination agli Academy Award e decine di altri premi, ecco la stella 2574 nella celebre Hollywood Walk of Fame. Ma Morricone è da ricordare anche per le partiture sinfoniche, l’altro aspetto più intimo della sua produzione. Musica contemporanea che offrì anche alla danza, con 4° movimento, un balletto andato in scena nel 2014, per la coreografia di Matteo Levaggi, al Maggio Musicale Fiorentino. Nella sua accezione di Musica “è quello che non si vede e non si sente” vi è racchiusa la sua opera e quella sua maestria a suggerire stati d’animo e interpretazioni visionarie che poi il cinema ha fatto propri.

Aurora Marsotto


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